Dopo il taglio degli alberi e la cementificazione continui, la battaglia per il verde urbano non si ferma ad Andria. Il Quartiere Europa teme nuovi interventi e chiede trasparenza sui piani urbanistici
Non si placano le polemiche nel Quartiere Europa, dove negli ultimi giorni sono stati segnalati nuovi tagli di alberi in via Appiani e in via Vecchia Barletta. A destare particolare preoccupazione tra i residenti è la comparsa di alcune “X” rosse sui tronchi di diversi esemplari, segno che potrebbero presto essere abbattuti.
Il quartiere è già al centro di numerose contestazioni per la gestione del verde pubblico e per la chiusura di spazi collettivi. Con questa nuova denuncia, torna al centro del dibattito cittadino. Dopo la soppressione del “Giardino della Biodiversità” in via Aldo Moro e l’abbattimento di alberi storici in via Ospedaletto, gli abitanti denunciano una vera e propria emergenza ambientale. Per questo motivo chiedono spiegazioni all’amministrazione comunale.
Ad intervenire sulla vicenda è stato ancora una volta Savino Montaruli, coordinatore dello storico Comitato di Quartiere Europa – Comeuropa, che da anni si batte contro la perdita di aree verdi e la progressiva invasione del cemento.
«Il silenzio di chi dovrebbe difendere il territorio è assordante – dichiara Montaruli –. Stiamo assistendo alla distruzione sistematica del nostro quartiere: aree pubbliche cedute ai privati, verde cancellato, servizi eliminati. È una ferita aperta per i cittadini di Andria, che meritano rispetto e ascolto».
Sulla vicenda è intervenuta anche la consigliera regionale Grazia Di Bari, recatasi sul posto per verificare la situazione. L’avvocata andriese ha espresso parole dure contro gli interventi, chiedendo che vengano chiarite le motivazioni dei tagli e valutate soluzioni alternative per la tutela del patrimonio arboreo.
Intanto, nel Quartiere Europa, i cittadini continuano a chiedersi quale sarà il futuro degli alberi segnati con la vernice rossa. E soprattutto, quale sarà il destino del verde pubblico in una città che sembra, ancora una volta, dimenticare le proprie radici.








