A fronte di una situazione di fortissima crisi derivante anche dalle condizioni fatiscenti in cui versano le aree mercatali e ai continui abbandoni dei posteggi, il comune di Bari sta rivedendo le tariffe al rialzo, ed ecco che si alza anche il grido di chi è chiamato a sopportare questo ulteriore peso
L’indebitamento che, negli anni, ha fatto registrare la mancata riscossione della TOSAP prima, e del canone patrimoniale mercatale, dopo, è sempre stato un dato di grande rilievo nella città di Bari. Una condizione non addebitabile esclusivamente ai mancati pagamenti da parte degli operatori, ma anche a una discutibile gestione delle riscossioni, al punto che le entità delle somme dovute dagli ambulanti in alcuni casi hanno raggiunto limiti mostruosi, di moltissime migliaia di euro.
A fronte di una situazione di fortissima crisi derivante anche dalle condizioni fatiscenti in cui versano le aree mercatali e ai continui abbandoni dei posteggi, il comune di Bari sta rivedendo le tariffe al rialzo, ed ecco che si alza anche il grido di chi è chiamato a sopportare questo ulteriore peso.
Ad esprimersi sulla delicatissima situazione è il presidente CasAmbulanti – UniPuglia, il sindacalista Savino Montaruli, che dichiara: «Se la giunta del sindaco Leccese voglia far chiudere definitivamente i mercati a Bari, con gravissima responsabilità politica, amministrativa e sociale per le conseguenze occupazionali, allora lo dica a chiare lettere perché l’andazzo è proprio diretto in quella direzione.
In queste ore si parla di aumento delle tariffe del canone patrimoniale per le occupazioni esterne, quindi questo potrebbe interessare anche il canone unico patrimoniale mercatale, fattispecie specifica che riguarda gli ambulanti. In questo caso ci dispiace che il comune di Bari, e il relativo assessorato, abbiano ignorato completamente i principi di partecipazione e abbiano omesso di consultare le associazioni.
Quello che rischiamo, infatti, è di ritrovarci, senza saperlo, con l’aumento anche del canone mercatale, il che significherebbe il colpo mortale finale per un’intera categoria sofferente. Il sindaco Vito Leccese, dunque, chiarisca immediatamente se e di quanto sia stato aumentato anche il CUPM a carico degli ambulanti dei mercati di Bari.
Peraltro, siamo a fine anno e se non viene immediatamente comunicata tale variazione, si concretizzerebbe la beffa di non poter neppure cessare le concessioni di occupazione dei posteggi entro la fine dell’anno, con la conseguenza che bisognerà pagare anche per periodi successivi al 2024. Una leggerezza che non passerebbe inosservata, visto che, invece, la nostra richiesta va esattamente nella direzione opposta: cioè avviare un percorso di diminuzione delle tariffe per le occupazioni da parte degli ambulanti, vista la condizione di fatiscenza in cui versano le aree mercatali nella città capoluogo; senza manutenzione, prive di sicurezza e di condizioni igienico-sanitarie.
Praticamente abbandonate a se stesse, e non da ora» – conclude Montaruli.








