Giovedì 15 gennaio la galleria ostunese ospita l’ultimo appuntamento della personale del fotografo brindisino, con un tour guidato che accompagna il pubblico dentro una ricerca visiva dedicata all’incontro umano, alla relazione e alla profondità dello sguardo
Giovedì 15 gennaio, alle 18.30, la House of Lucie Ostuni ospiterà il finissage della mostra The Human Encounter, personale del fotografo brindisino Carlo Marrazza. Per l’occasione l’artista accompagnerà il pubblico in un tour guidato tra le opere esposte, offrendo un ultimo sguardo ravvicinato sull’umanità ritratta nei suoi scatti.
L’esposizione, inaugurata nelle scorse settimane, ha proposto un percorso visivo incentrato sull’incontro umano come esperienza autentica e trasformativa. Attraverso ritratti realizzati in contesti e tempi differenti, Marrazza ha costruito una narrazione che mette al centro la relazione: lo scambio silenzioso tra fotografo e soggetto, la verità di un istante, la densità emotiva di uno sguardo che si lascia incontrare.
The Human Encounter è un racconto di presenza, attenzione e reciprocità. Le immagini parlano di ciò che accade quando ci si avvicina lentamente all’altro, con rispetto, lasciando che un volto sconosciuto diventi, anche solo per un istante, un volto condiviso. Le fotografie esposte a House of Lucie Ostuni hanno invitato i visitatori a rallentare, a sostare, a lasciarsi interrogare, trasformando ogni immagine in un varco attraverso cui osservare l’altro e riconoscere, in filigrana, qualcosa di sé.
«Siamo davvero entusiasti di aver avuto nella nostra galleria un fotografo locale capace di farsi apprezzare a livello internazionale per la sua capacità di raccontare in modo autentico la realtà», ha commentato Leonardo Petraroli, direttore della galleria ostunese. «La mostra ha offerto un’esperienza immersiva che ha superato il semplice atto del guardare, trasformandosi in un esercizio di empatia e presenza».
La ricerca di Carlo Marrazza si colloca tra reportage e fine art, con una sensibilità capace di trasformare ogni immagine in un frammento di storia. Al centro del suo lavoro vi sono le persone e le comunità, osservate con un approccio che va oltre la dimensione estetica per restituire dignità, emozioni e storie spesso celate dietro i volti. La predilezione per il bianco e nero accentua la forza narrativa dei ritratti, mentre il colore viene utilizzato quando diventa elemento essenziale del racconto.
Il finissage rappresenta così non solo la chiusura della mostra, ma anche un momento di dialogo diretto tra autore e pubblico, nel segno di una fotografia che sceglie l’incontro come gesto etico prima ancora che artistico.








