Il consigliere comunale e presidente della Commissione Controllo e Garanzia denuncia l’inerzia dell’amministrazione dopo l’atto votato all’unanimità dal Consiglio: commissariato senza dirigente e volanti, Reparto Prevenzione Crimine in “lenta agonia”
La sicurezza a San Severo torna al centro del dibattito politico con toni duri e preoccupati. A sollevare pubblicamente il caso è Angelo P. Masucci, consigliere comunale e presidente della VI Commissione Controllo e Garanzia, che denuncia la mancata attuazione di una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale nel marzo 2025 e rimasta, a suo dire, lettera morta.
L’atto, a prima firma Masucci, delineava una linea operativa chiara e condivisa da tutte le forze politiche cittadine: la conclusione dell’iter per l’elevazione del Commissariato di Pubblica Sicurezza a struttura dirigenziale di primo livello, la difesa del Reparto Prevenzione Crimine (RPC) da ogni ipotesi di smantellamento e il coinvolgimento formale degli uffici comunali e dei parlamentari del territorio, con la richiesta di un incontro istituzionale al Ministero dell’Interno a Roma, alla presenza di tutti i capigruppo consiliari, maggioranza e opposizione.
Secondo Masucci, però, nulla di tutto questo è stato messo in pratica. «Non era un atto simbolico, ma una linea operativa precisa e chiara, trasversale e condivisa da tutte le forze politiche cittadine», sottolinea il consigliere, puntando il dito contro quella che definisce l’inerzia dell’amministrazione guidata dalla sindaca Colangelo.
Nel frattempo, la situazione sul piano operativo sarebbe ulteriormente peggiorata. Il Commissariato risulta da tempo privo di un dirigente titolare e la disponibilità delle volanti non sarebbe garantita in modo continuativo, soprattutto nelle ore notturne e nei fine settimana, a causa della carenza di personale. A questo si aggiunge l’allarme rilanciato dal Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), che parla di un RPC di San Severo in «lenta agonia» e a rischio scomparsa.
Masucci evidenzia come, di fronte a questo quadro, manchi un’azione istituzionale forte e incisiva. «In una città che chiede più Stato, si è scelto di non accettare la collaborazione propositiva e positiva dell’opposizione e di non andare tutti insieme dove lo Stato decide a far sentire la nostra unanime voce», afferma, definendo la vicenda un fatto grave per l’intera comunità.
Nel suo intervento, il consigliere comunale critica anche quella che ritiene una gestione più attenta all’immagine che ai contenuti: «San Severo non ha bisogno di rassicurazioni o selfie: ha bisogno di atti formali, pressione istituzionale e determinazione politica». La sicurezza, ribadisce, non si tutela con proclami, ma con un confronto diretto e serrato con il Ministero dell’Interno, dove siedono le forze politiche che sostengono l’attuale Governo e che, in Consiglio comunale, avevano votato favorevolmente la mozione.
Il quadro politico cittadino, segnato – secondo Masucci – da cambi di casacca, revoche e dimissioni, rischierebbe così di lasciare San Severo senza le attenzioni necessarie su un tema cruciale come la sicurezza. «Questa amministrazione incapace e distratta dai temi veri della politica sta abbandonando a sé stessa una città che invece necessita e merita attenzioni qualificate», accusa.
Il consigliere conclude annunciando nuove iniziative: «Su questo tema come sugli altri rilevanti per la collettività non mi fermerò e produrrò nuovi atti formali a tutti i livelli». Un segnale di battaglia politica che promette di tenere alta l’attenzione su una questione che, a San Severo, continua a essere percepita come prioritaria e irrisolta.








