Un appuntamento con le case editrici e gli operatori del settore, fra scrittori e nuove testate giornalistiche
di EMANUELE CARLO OSTUNI – Domenica 09 Ottobre alle 19.00 si è chiusa la II°Edizione di EDITA la Fiera dell’Editoria, appuntamento con le case editrici e gli operatori del settore, fra scrittori e nuove testate giornalistiche.
La due giorni patrocinata dal Comune di MILANO è organizzata da Edoardo Meazza www.edoardomeazza.it esperto di comunicazione relazioni esterne e Panesi Edizioni.
L’appuntamento si è svolto a Cascina Cuccagna (MILANO) nell’omonima via all’interno di una location del’700 che sta diventando sempre più punto di riferimento di eventi culturali
grazie anche alla presenza di una foresteria e di un ristorante di prestigio, meta gastronomica per tutte le età.
NOI di IN PUGLIA 24 eravamo presenti come volontari che hanno prestato la loro opera insieme ad altri in un contesto di grande fermento intellettuale rilevando ancora una volta quanto faticoso e stimolante per le case editrici italiane e i giovani talenti letterari trovare spazio in una nazione come la nostra, agli ultimi posti per lettura.
L’Italia ha una lunga tradizione letteraria di case editrici, se pensiamo che il primo tipografo Italiano fu il messinese Giovanni Filippo De Lignamine (1408) attivo durante il papato di Urbano II°.
Terminata l’emergenza pandemica, quelle attive che hanno pubblicato almeno un nuovo libro in un anno sono 5.153, con una crescita di 301 unità all’anno, quasi una ogni giorno.
In Italia secondo gli ultimi dati prepandemici dell’associazione di categoria, vengono messi sul mercato 130.000.000 di volumi all’anno, la metà 65.000.000 però ritorna indietro e probabilmente ciò è dovuto al fatto che oramai si stampano troppi libri anche grazie al on-demand.
La domanda nasce spontanea, come è possibile che una così VASTA produzione editoriale abbia prodotto una nazione come la nostra al III°posto per analfabetismo COGNITIVO?








