Arrestato un 56enne per estorsioni mafiose: tra le vittime anche un sindaco salentino

Richieste di denaro, pressioni su commercianti e tentativi di controllo degli eventi locali: grazie alla denuncia del primo cittadino, un pregiudicato viene fermato dai Carabinieri per gravi reati aggravati dal metodo mafioso

di RICCARDO DI MATTEO – I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce e della Compagnia di Casarano hanno arrestato un pregiudicato di 56 anni, accusato di estorsione e tentata estorsione aggravate dal metodo mafioso. Tra le vittime delle sue intimidazioni, anche il sindaco di un comune della provincia leccese, che ha avuto il coraggio di denunciare il tentativo di estorsione alle autorità, permettendo l’avvio di un’importante indagine

L’episodio scatenante risale a luglio 2024, quando il 56enne, noto in paese per la sua indole violenta, si era avvicinato al sindaco in un bar, chiedendo 500 euro “per le famiglie dei carcerati”. La richiesta, pur senza minacce esplicite, era stata formulata in modo intimidatorio, secondo il classico stile mafioso. Inoltre, l’uomo aveva dichiarato di voler assumere il controllo degli eventi culturali del paese, inclusa la festa patronale, attraverso l’imposizione del cosiddetto “pizzo”.

Il primo cittadino ha rifiutato categoricamente la richiesta e ha denunciato l’accaduto ai Carabinieri, dando avvio a un’indagine che ha portato alla luce un quadro preoccupante di pressioni e intimidazioni. Molti commercianti e imprenditori locali, infatti, hanno ammesso di aver subito richieste simili, ma il timore di ritorsioni aveva spinto molti di loro a mantenere il silenzio.

Le indagini hanno accertato che il 56enne pretendeva somme di denaro variabili tra 20 e 100 euro, biglietti omaggio per eventi locali, e spesso consumava bevande o acquistava beni senza pagare, considerandolo un diritto acquisito. In un episodio documentato a settembre, il pregiudicato era stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza di un negozio mentre chiedeva 100 euro a un commerciante, giustificando la richiesta come necessaria per mantenere ventuno detenuti in carcere.

L’arresto è stato eseguito nel pomeriggio di giovedì scorso. Il 56enne, già noto alle forze dell’ordine, è stato fermato mentre si trovava nel centro del paese e condotto presso il carcere. Nei prossimi giorni sarà interrogato dal giudice delle indagini preliminari. I reati ipotizzati sono tutti aggravati dal metodo mafioso.

Le autorità sottolineano che il provvedimento restrittivo è una misura cautelare disposta in fase di indagini preliminari e che la colpevolezza dell’uomo dovrà essere accertata in sede processuale.

Questo caso mette in luce il coraggio e la determinazione del sindaco nel fronteggiare fenomeni di criminalità organizzata, dimostrando come la collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine possa contribuire a ripristinare la legalità e la sicurezza nelle comunità locali.

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