«Con grande sconforto apprendiamo che il Teatro Piccinni di Bari ospiterà, per la prima regionale di “Il pranzo di Babette”, l’artista ucraino filo-russo Alexander Romanovsky, che si è schierato di fatto per la guerra» dicono da Gioventù Nazionale
Con grande sconforto apprendiamo che il Teatro Piccinni di Bari ospiterà, per la prima regionale di “Il pranzo di Babette”, l’artista ucraino filo-russo Alexander Romanovsky, che si è schierato di fatto per la guerra, suonando fuori dal teatro di Mariupol che venne distrutto sotto bombardamenti russi, a suonare insieme al suo collega Piotr Lundstrem. Quest’ultimo, nel documentario relativo al loro “Donbass Express”, viene intervistato dopo la loro esibizione e afferma «Loro dicono “no war”, io dico “sì”!.
L’ artista, inoltre, non si è mai dissociato da queste azioni e ha addirittura rilasciato interviste presso testate giornalistiche di occupazione.
«Ci dispiace che il Teatro Pubblico Pugliese, società partecipata della Regione Puglia e gestore del Teatro Piccinni, non si sia opposta a questa ospitata! La cultura non può e non deve essere un modo per dare voce a chi auspica le violazioni dei diritti umani, della sovranità di una Nazione e la guerra, soprattutto a Bari!
Pertanto chiediamo al Sindaco Decaro e al Presidente della Regione Emiliano, professatisi più volte uomini di pace, di prendere provvedimenti e una posizione netta per impedire che questo artista porti la sua performance nel centro della cultura barese», Dichiara Ilaria Partipilo, Presidente provinciale di Gioventù Nazionale Bari.








