Dal Consiglio generale della Fai Cisl Puglia la richiesta di un confronto urgente su sanità, lavoro e crisi industriali. Castellucci: «Servono scelte condivise e investimenti veri»
Sanità, lavoro, crisi industriali e spopolamento. La Puglia, secondo la CISL, sta attraversando una fase delicata nella quale il rischio più grande è che il peso delle difficoltà economiche finisca ancora una volta sulle spalle di lavoratori dipendenti e pensionati.
L’allarme è stato lanciato nel corso del Consiglio generale della FAI CISL Puglia. Durante l’incontro il segretario generale della CISL Puglia, Antonio Castellucci, ha affrontato i principali nodi economici e sociali della regione.
Al centro dell’intervento c’è stata la sostenibilità del sistema sanitario regionale. Per il sindacato, infatti, l’aumento dell’Irpef deciso dalla Regione Puglia rappresenta un segnale preoccupante, perché rischia di colpire soprattutto le categorie che già oggi sostengono il maggior carico fiscale.
“La sanità non può essere finanziata soltanto chiedendo ulteriori sacrifici ai cittadini”, è il messaggio emerso durante il confronto.La CISL chiede una discussione seria sulle prospettive future del sistema sanitario pugliese. Il sindacato sollecita inoltre il rilancio del protocollo regionale su sanità e welfare del 2 maggio 2023. Secondo la CISL, quello strumento resta ancora valido per rafforzare il dialogo sociale.
Crisi industriali, lavoro e disoccupazione: «La Puglia resta fragile»
Nel suo intervento, Castellucci ha richiamato l’attenzione anche sulle difficoltà strutturali che continuano a frenare la crescita della regione. Dall’inverno demografico al calo dell’occupazione, fino all’aumento della disoccupazione femminile, il sindacato evidenzia numerose criticità. Il quadro delineato mostra una Puglia ancora segnata da profonde fragilità economiche e sociali.
Particolarmente preoccupante resta la situazione delle grandi crisi industriali aperte. Dall’ex Ilva di Taranto alla vertenza Natuzzi, passando per le difficoltà dell’automotive, della chimica e dell’indotto industriale, migliaia di lavoratori continuano a vivere in una situazione di forte incertezza.
Per la CISL Puglia è indispensabile aprire una nuova stagione di confronto stabile tra Regione, sindacati e parti datoriali per affrontare in modo condiviso le sfide legate a lavoro, welfare, agricoltura, turismo e sviluppo delle aree interne.
Agricoltura, pesca e caporalato: «Serve più attenzione ai territori»
Ad aprire i lavori del Consiglio generale è stato il segretario generale della FAI CISL Puglia, Antonio La Fortuna. Lo stesso ha evidenziato le difficoltà dei comparti agricolo, forestale e della pesca.«La nostra agricoltura raggiunge risultati importanti, ma persistono troppe fragilità sociali e occupazionali», ha dichiarato La Fortuna. Il segretario ha inoltre sottolineato il peso crescente dei cambiamenti climatici sul territorio pugliese.
Forte preoccupazione è stata espressa anche per il comparto della pesca, messo in difficoltà dall’aumento dei costi energetici e del carburante, e per il fenomeno del caporalato e delle baraccopoli.
Secondo il sindacato, non è più accettabile che migliaia di lavoratori continuino a vivere in condizioni di sfruttamento mentre gran parte dei fondi del PNRR destinati al superamento dei ghetti resta inutilizzata.
Nel corso dell’incontro è stato infine presentato il progetto Fai Cisl Puglia nei territori, una storia sindacale da rivivere. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di rafforzare la presenza del sindacato nei luoghi di lavoro e nei territori.
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