Puglia, dalla gestione dell’acqua all’emergenza cinghiali: confronto in Regione tra ambiente, trasporti, sanità e sicurezza giovanile

Nelle Commissioni regionali al centro Consorzi di bonifica, risorse idriche, trasporto pubblico, riforma degli OSS, violenza giovanile e investimenti ambientali previsti dal NADEFR 2026-2028

Si accende il confronto in Regione Puglia sul futuro del Consorzio di Bonifica Montana del Gargano, sulle criticità legate all’emergenza cinghiali e sugli strumenti organizzativi del Consiglio regionale.

I temi sono stati affrontati nel corso delle sedute della IV Commissione presieduta da Antonio Tutolo e della II Commissione guidata da Cosimo Borraccino.

Nel corso dei lavori della IV Commissione, la consigliera Rossella Falcone ha acceso i riflettori sulle criticità gestionali che da tempo interessano il Consorzio di Bonifica Montana del Gargano.

Secondo quanto emerso durante l’audizione, le problematiche sarebbero state più volte segnalate all’assessorato regionale all’Agricoltura da rappresentanze sindacali e amministratori locali.

Al centro del dibattito il funzionamento del Consiglio di Amministrazione e una gestione ritenuta non sempre in linea con le esigenze del territorio.

«L’obiettivo è quello di riallineare la governance del consorzio alle richieste reali delle comunità locali», ha spiegato la consigliera Falcone, sottolineando la necessità di un maggiore coinvolgimento dei soggetti interessati e di una gestione più efficiente e condivisa.

L’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli e gli uffici regionali hanno evidenziato che sono in corso verifiche e attività di monitoraggio su tutti i Consorzi di bonifica pugliesi, con report che saranno presto sottoposti all’attenzione della Commissione.

All’audizione hanno partecipato anche il presidente e il direttore del Consorzio.

Ampio spazio è stato dedicato anche all’emergenza legata ai danni provocati dai cinghiali, tema posto all’attenzione della Commissione dallo stesso presidente Tutolo.

Sul tema sono intervenuti anche il capogruppo Pd Stefano Minerva e il consigliere regionale Antonio Tutolo, che hanno sottolineato la necessità di superare una gestione emergenziale del fenomeno.

«Il fenomeno della proliferazione dei cinghiali in Puglia non può più essere affrontato con interventi episodici o emergenziali. Oggi parliamo di sicurezza pubblica, tutela delle attività produttive, salvaguardia del paesaggio e salute umana», hanno dichiarato.

Nel corso della Commissione sono stati illustrati i dati relativi al quadriennio 2021-2024, che confermano la portata del problema.

Secondo quanto emerso, sono stati registrati 571 danni accertati alle colture agricole con oltre 570 mila euro liquidati dalla Regione, mentre gli incidenti stradali causati dall’attraversamento dei cinghiali sarebbero stati 343, con costi stimati pari a circa 1,7 milioni di euro.

Le province maggiormente colpite risultano Foggia e Taranto, con danni particolarmente rilevanti per cereali e impianti frutticoli.

«Dietro questi numeri ci sono agricoltori che vedono compromesso il proprio lavoro, cittadini che rischiano sulle strade e interi territori che chiedono risposte strutturali», hanno aggiunto Minerva e Tutolo.

I due consiglieri hanno inoltre condiviso l’impostazione illustrata dall’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli, orientata a trasformare la gestione del cinghiale da semplice sistema di indennizzi a una vera strategia strutturale di controllo e valorizzazione della filiera.

Secondo quanto evidenziato in Commissione, accanto alle misure di contenimento e selecontrollo, la Regione starebbe lavorando anche al rafforzamento del monitoraggio veterinario, all’ampliamento della rete dei punti di macellazione autorizzati e alla costruzione di una filiera certificata e controllata.

«Se accompagnata da controlli rigorosi, dal rafforzamento del selecontrollo e da una rete efficiente di punti di macellazione autorizzati, la gestione del cinghiale può diventare anche un’opportunità economica e produttiva», hanno spiegato.

Nel corso dell’audizione è stato inoltre ricordato il lavoro già avviato dalla Regione attraverso strumenti di prevenzione e contenimento, come gabbie di cattura, chiusini per autodifesa agricola, nuova cartellonistica stradale, dissuasori luminosi e sistemi sperimentali per allontanare gli animali dalle carreggiate.

La Regione continua inoltre a sostenere economicamente recinzioni e interventi di protezione per colture e allevamenti.

Minerva e Tutolo hanno infine evidenziato la necessità di rafforzare il numero dei selecontrollori, ampliare formazione e abilitazioni e garantire un maggiore coordinamento anche nelle aree protette e nei parchi.

«La gestione della fauna selvatica deve fondarsi su evidenze tecniche, prevenzione e programmazione. Solo così possiamo trasformare un’emergenza in una politica strutturale capace di garantire sicurezza ai cittadini, tutela agli agricoltori ed equilibrio ambientale», hanno concluso.

L’assessore Paolicelli ha ricordato come la Regione Puglia abbia già adottato un Piano di monitoraggio e gestione del cinghiale, strumento pensato per contenere la crescita numerica della specie e limitare l’impatto economico e i rischi per la sicurezza stradale.

Secondo i dati illustrati in Commissione, nell’ultimo triennio sarebbero stati denunciati 571 sinistri stradali collegati alla presenza di cinghiali, con costi sostenuti dalla Regione pari a circa un milione e mezzo di euro.

A questi si aggiungono circa 150 mila euro per ristori alle aziende danneggiate e ulteriori 200 mila euro per danni all’agricoltura.

Il Piano straordinario dedicato ai cinghiali dispone di una dotazione di circa 20 milioni di euro.

Paolicelli ha spiegato che oltre alle misure di abbattimento e ai programmi di sterilizzazione, la Regione punta anche alla costruzione di una vera e propria filiera del cinghiale.

«L’obiettivo è trasformare questa emergenza in una opportunità, creando la filiera del cinghiale attraverso accordi con veterinari e mattatoi mobili», ha dichiarato l’assessore.

Nel corso della stessa seduta, la Commissione ha inoltre preso atto a maggioranza della delibera di Giunta contenente la nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza regionale (NADEFR 2026-2028).

I consiglieri Tonia Spina e Nicola Gatta hanno espresso disappunto per l’assenza dell’assessore al Bilancio, mentre dalla maggioranza è stato precisato come il documento rappresenti un atto tecnico legato alla gestione precedente.

«Utile e indispensabile alla realizzazione del programma di Governo già definito», ha dichiarato il consigliere Stefano Minerva.

Nel frattempo, la II Commissione ha approvato all’unanimità la proposta di legge firmata dal capogruppo Pd Stefano Minerva e condivisa dagli altri capigruppo, finalizzata a modificare l’articolo 9 della legge regionale sull’ordinamento degli uffici e sul trattamento economico del personale della Regione Puglia.

La norma introduce la possibilità di costituire la segreteria particolare della Conferenza dei Presidenti con personale regionale in distacco, prevedendo una unità per ciascun Gruppo consiliare.

Secondo quanto illustrato dallo stesso Minerva, il provvedimento nasce dalla necessità di garantire un supporto organizzativo e istituzionale alle attività della Conferenza dei Presidenti, soprattutto sul fronte della programmazione e dell’organizzazione dei lavori consiliari.

La proposta stabilisce inoltre che l’attuazione della misura avvenga senza nuovi o maggiori oneri per la finanza regionale.

Nel corso dei lavori è stato approvato anche un emendamento sottoscritto dai capigruppo Stefano Minerva e Passero, relativo alla non applicabilità del rimborso spese al personale regionale impegnato nell’assistenza agli organi statutari e ai gruppi consiliari.

La II Commissione, infine, ha espresso parere favorevole a maggioranza sulla riadozione della “Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza Regionale – NADEFR 2026-2028”, con il voto contrario dei consiglieri Di Cuia e Giampaolo Vietri.

Nel frattempo, la V Commissione presieduta da Loredana Capone ha proseguito l’esame del disegno di legge contenente disposizioni attuative in materia di utilizzo delle acque superficiali e sotterranee, oltre a modifiche alle leggi regionali n. 7/2025 e n. 15/2025.

Sul testo sono stati presentati numerosi emendamenti e sub-emendamenti con l’obiettivo di alleggerire il carico burocratico per il comparto agricolo, attenuare il regime sanzionatorio e rendere più snelle le procedure di rinnovo e regolarizzazione delle utenze, comprese quelle storiche.

Nel corso della seduta sono stati approvati alcuni emendamenti, mentre per armonizzare i circa trenta testi residui ed eliminare eventuali incompatibilità o ripetizioni, la Commissione ha deciso di affidare informalmente a un gruppo di commissari un lavoro di approfondimento tecnico in coordinamento con gli uffici della Sezione Risorse Idriche.

L’obiettivo è arrivare alla prossima seduta del 28 maggio con proposte condivise e maggiormente lineari dal punto di vista normativo.

Nel corso dei lavori si è svolta anche un’audizione sul Piano d’Ambito delle Risorse Idriche, richiesta dal consigliere Antonio Tutolo.

Il consigliere ha evidenziato la necessità di aggiornare il Piano, risalente al 2021, sostenendo che esso si baserebbe su una valutazione non più attuale rispetto ai fabbisogni idrici della Puglia e della Capitanata.

Tutolo ha inoltre chiesto una accelerazione sull’iter relativo alla realizzazione della condotta del Liscione, ritenuta strategica per incrementare gli approvvigionamenti idrici.

Per l’Autorità Idrica Pugliese è intervenuta Cecilia Passeri, che ha spiegato come l’Ente abbia già maturato la consapevolezza della necessità di ricorrere a fonti alternative rispetto alla diga di Occhito, al fine di rafforzare la resilienza idrica della Capitanata.

Secondo quanto riferito nel corso dell’audizione, il Piano d’Ambito prevede già il possibile utilizzo di risorse idriche provenienti dal Molise.

Già nel 2017, infatti, la Regione Molise era stata coinvolta nella fase preliminare di consultazione del Piano per acquisire dati tecnici necessari all’inserimento delle volumetrie aggiuntive nel bilancio idrico complessivo.

Sebbene non sia ancora arrivata una risposta formale definitiva, risultano attivi tavoli tecnici finalizzati alla raccolta dei dati necessari per avviare l’Accordo di Programma tra le Regioni.

Nel corso dell’audizione è stato inoltre ribadito che, pur non rientrando direttamente nelle competenze dell’Autorità Idrica Pugliese, la realizzazione della condotta del Liscione risulta coerente con le previsioni contenute nel Piano d’Ambito.

Nel corso dei lavori istituzionali è emerso anche il tema della crescente violenza giovanile.

La consigliera regionale Loredana Capone, componente della VI Commissione consiliare, ha infatti chiesto la convocazione urgente di un’audizione congiunta della III e della VI Commissione sul tema della sicurezza nelle città e degli episodi di violenza compiuti da minori.

La richiesta è stata indirizzata ai presidenti delle Commissioni consiliari Felice Spaccavento e Annagrazia Angolano e coinvolge assessorati regionali, Ordini professionali degli psicologi e degli assistenti sociali, scuole, Ufficio scolastico regionale, tribunali per i minorenni e università pugliesi.

Secondo Capone, il fenomeno non può più essere affrontato esclusivamente come un problema di ordine pubblico.

«La violenza crescente tra i più giovani non può più essere affrontata come una semplice emergenza di ordine pubblico. È un disagio sociale, educativo e culturale che interpella tutti noi: istituzioni, famiglie, scuola e comunità», ha dichiarato.

La consigliera ha evidenziato come nelle città pugliesi stiano emergendo sempre più spesso episodi di aggressività e sopraffazione che coinvolgono ragazzi e ragazze.

«Nelle nostre città, nei quartieri, tra i ragazzi e le ragazze, esiste una rabbia profonda che spesso si trasforma in aggressività, violenza e sopraffazione», ha aggiunto Capone.

L’obiettivo dell’audizione sarà quello di approfondire le cause sociali, culturali ed educative del fenomeno, valutando possibili strumenti regionali di prevenzione e supporto.

Per la consigliera regionale, infatti, l’inasprimento delle pene da solo non sarebbe sufficiente.

«Occorre un grande patto sociale tra famiglie, scuola e istituzioni, nel quale gli adulti tornino a dare il buon esempio, anche attraverso le parole e il rispetto dell’altro», ha sottolineato.

Nel corso del confronto si discuterà anche di marginalità giovanile, disagio sociale, supporto educativo e coordinamento delle misure già attivate dalla Regione Puglia negli ultimi anni.

Capone ha infine ribadito la necessità di intervenire prima che il disagio degeneri in episodi estremi.

«Non bisogna aspettare i casi più gravi, ma intervenire ai primi segnali di disagio. I nostri giovani ci stanno chiedendo aiuto e le istituzioni hanno il dovere di rispondere».

Nel corso dei lavori della VI Commissione Lavoro e Formazione, presieduta da Annagrazia Angolano, è stato inoltre espresso a maggioranza il parere sulla riadozione della “Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza Regionale – NADEFR 2026-2028”, con l’astensione dei consiglieri di minoranza.

Successivamente la VI Commissione si è riunita in seduta congiunta con la III Commissione, guidata da Felice Spaccavento, per affrontare il tema della riforma della figura dell’Operatore Socio Sanitario e dell’introduzione della nuova figura professionale dell’Assistente infermiere.

L’audizione era stata richiesta dai consiglieri regionali Antonio Paolo Scalera e Renato Perrini e ha coinvolto i rappresentanti del Coordinamento regionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche, Pierpaolo Volpe e Saverio Andreula, oltre alla direttrice del Dipartimento Politiche del Lavoro, Istruzione e Formazione Silvia Pellegrini.

Al centro del confronto il recepimento del DPCM del 25 marzo 2025, che ha ridefinito il profilo dell’OSS e istituito la nuova figura dell’Assistente infermiere.

Secondo quanto emerso durante la seduta, la nuova figura professionale opererà esclusivamente in presenza dell’infermiere e assorbirà gran parte delle competenze precedentemente attribuite al vecchio OSSS, l’Operatore Socio Sanitario Specializzato.

I rappresentanti degli Ordini professionali hanno evidenziato alcune criticità legate al ritardo con cui la Regione Puglia avrebbe recepito il nuovo accordo nazionale.

Secondo Volpe e Andreula, infatti, questo ritardo avrebbe consentito l’attivazione di nuovi corsi di formazione ancora basati sul precedente impianto normativo.

Per questo motivo è stata chiesta una maggiore attività di vigilanza affinché i percorsi formativi futuri recepiscano integralmente le novità previste dal DPCM.

Nel corso dell’audizione, la direttrice Silvia Pellegrini ha chiarito che la Regione ha già predisposto un apposito atto di Giunta che sarà approvato nelle prossime settimane e che recepirà tutte le disposizioni previste dalla riforma.

Secondo quanto spiegato, il nuovo provvedimento disciplinerà anche il coordinamento dei corsi e le nuove modalità organizzative previste dal DPCM.

È stata inoltre garantita la validità dei percorsi formativi avviati prima dell’entrata in vigore del nuovo decreto, mentre risultano sospese le autorizzazioni per i corsi successivi al DPCM che non recepiscano pienamente la nuova disciplina.

I presidenti delle Commissioni Annagrazia Angolano e Felice Spaccavento hanno infine evidenziato l’importanza del confronto avviato sul tema, ringraziando i consiglieri Scalera e Perrini per aver portato la questione all’attenzione delle Commissioni.

Non si esclude una nuova seduta di approfondimento, con il coinvolgimento anche dei rappresentanti del Dipartimento Salute.

Nel dibattito regionale è entrato anche il tema del trasporto pubblico locale e della viabilità legata all’imminente apertura dell’ospedale Monopoli-Fasano.

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Tommaso Scatigna, ha infatti chiesto una audizione urgente in Commissione Trasporti per affrontare i disagi e le criticità che interessano il territorio barese.

Secondo Scatigna, sarebbero numerosi i disservizi e le soppressioni di corse registrati da parte dei mezzi delle Ferrovie Sud Est e delle Ferrovie dello Stato, con ripercussioni particolarmente rilevanti in vista dell’apertura del nuovo presidio sanitario.

Il consigliere ha evidenziato problematiche legate alla viabilità di accesso alla struttura ospedaliera e alla insufficienza dei collegamenti attraverso il trasporto pubblico locale.

Una situazione che, secondo quanto sottolineato da Scatigna, rischia di creare forti disagi soprattutto per utenti fragili, anziani, lavoratori e familiari dei pazienti.

«Le attuali condizioni determinano difficoltà quotidiane in termini di sicurezza stradale, tempi di percorrenza, accessibilità e sostenibilità della mobilità», ha dichiarato.

Per questo motivo il consigliere regionale ha chiesto un confronto urgente in Commissione Trasporti per comprendere quali interventi l’assessorato regionale intenda adottare per affrontare le criticità evidenziate.

La richiesta di audizione coinvolge l’assessore regionale competente, gli amministratori delegati di Ferrovie Sud Est e Ferrovie dello Stato, oltre ai sindaci di Monopoli e Fasano, Angelo Annese e Francesco Zaccaria.

Secondo Scatigna, l’apertura dell’ospedale Monopoli-Fasano rende necessario un intervento rapido per garantire collegamenti efficienti e una mobilità sostenibile in un’area destinata a diventare strategica per l’assistenza sanitaria dell’intero territorio.

Nel corso del confronto sul NADEFR 2026-2028 è intervenuto anche il capogruppo Pd Stefano Minerva, che ha rivendicato la scelta della Regione Puglia di investire in maniera strutturale sulla tutela ambientale e sulla prevenzione.

Secondo Minerva, il documento economico-finanziario rappresenta sì un atto tecnico, ma riflette una precisa direzione politica costruita negli anni dall’amministrazione regionale.

«Le risorse stanziate, gli interventi programmati e le priorità individuate raccontano con chiarezza una linea politico-amministrativa precisa, quella di una Regione che considera la tutela ambientale una priorità strategica e non una voce accessoria di bilancio», ha dichiarato.

Il capogruppo Pd ha evidenziato in particolare gli investimenti destinati alla prevenzione del dissesto idrogeologico, alla riforestazione e alla rinaturalizzazione del territorio pugliese.

Un riferimento diretto è stato fatto anche ai danni provocati dalla Xylella e alle aree colpite dalle alluvioni nel Foggiano.

«Dove mancano alberi e vegetazione viene meno una delle difese naturali più importanti che abbiamo. Le radici consolidano i terreni, contrastano l’erosione e contribuiscono alla stabilità dei suoli», ha spiegato Minerva.

Secondo il consigliere regionale, la Puglia avrebbe bisogno di un grande progetto di rinaturalizzazione capace di restituire equilibrio e resilienza ai territori più fragili.

Nel suo intervento Minerva ha inoltre richiamato gli investimenti previsti per il piano antincendio regionale, per il potenziamento delle attività dell’ARIF e per il sostegno ai lavoratori stagionali impegnati nella tutela dei boschi e nella prevenzione incendi.

«Non stiamo parlando di annunci, ma di risorse vere, previste, stanziate e programmate», ha sottolineato.

Il capogruppo Pd ha infine evidenziato il lavoro di coordinamento avviato dalla Regione con Comuni e Province per costruire una mappatura dettagliata delle criticità territoriali e programmare interventi mirati.

«Rinaturalizzare e proteggere la Puglia significa avere una visione di lungo periodo, agire oggi per consegnare alle prossime generazioni un territorio più forte, più sicuro e più resiliente», ha concluso.

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