Ai vertici della società sono contestate, a vario titolo, una serie di violazioni dei doveri di coordinamento, organizzazione, direzione e controllo che avrebbero contribuito al verificarsi del disastro ferroviario
di ROSSELLA TANGORRA – Nella giornata di oggi è prevista la sentenza di primo grado, nel Tribunale di Trani, sul processo per il disastro ferroviario del 12 luglio 2016 sulla linea Andria-Corato delle Ferrovie del Nord Barese, gestita da Ferrotramviaria, nel quale morirono 23 persone e altre 51 rimasero ferite.
Stamane l’udienza ha visto la replica del procuratore della Repubblica, Renato Nitti, che ha chiesto al Tribunale di confermare nella sentenza le conclusioni già formulate dalla pubblica accusa.
Il pm ha chiesto 15 condanne a pene comprese tra i 12 e i 6 anni di reclusione e un’assoluzione. Ai vertici della società sono contestate, a vario titolo, una serie di violazioni dei doveri di coordinamento, organizzazione, direzione e controllo che avrebbero contribuito al verificarsi del disastro ferroviario.
«Anche se sono sette anni che aspetto questo momento, non si è mai abituati. Non vedi l’ora, ma adesso ho paura. Mio padre non tornerà più, mi hanno tolto la possibilità di salutarlo, però ho sempre pregato che un giorno potesse arrivare una giustizia vera in cui i colpevoli vengano giudicati come colpevoli»: queste le parole di Daniela Castellano, figlia di Enrico, morto nel disastro ferroviario.
A margine dell’udienza, che oggi dovrebbe concludersi con la sentenza, Castellano ha dichiarato: «Oggi ho paura che i mie sogni possano essere infranti. Magari sbaglio, ma umanamente è una cosa che fa male».
Anche con una sentenza di condanna «non sarà – ha concluso – una vera felicità, ma una felicità amara: vi assicuro che oggi si verseranno molte lacrime».








