Il 15 giugno la cerimonia solenne presieduta dall’Arcivescovo Intini nella Parrocchia Ave Maris Stella. Si avvia ufficialmente il cammino verso la santità per la fondatrice delle Suore Oblate di S. Antonio di Padova
È una data storica per la comunità ecclesiale di Brindisi e per l’intera Congregazione delle Suore Oblate di Sant’Antonio di Padova: sabato 15 giugno alle ore 17.00, presso la Parrocchia Ave Maris Stella, si terrà la solenne apertura della fase diocesana del processo di Beatificazione e Canonizzazione della Serva di Dio Madre Valeria di S. Sebastiano (al secolo Valeria Succi). A presiedere la cerimonia sarà S.E. Mons. Giovanni Intini, Arcivescovo di Brindisi-Ostuni.
Durante la prima sessione del processo canonico saranno istituiti gli Officiali del Tribunale ecclesiastico e si procederà con i giuramenti solenni, secondo le disposizioni del diritto canonico. L’inchiesta si concentrerà sulla vita, le virtù, la fama di santità e gli eventuali segni attribuiti alla Serva di Dio.
Una vita donata a Dio e ai fratelli
Fondatrice dell’Istituto nel solco del carisma antoniano, Madre Valeria morì il 2 maggio 1922 a Mesagne, circondata dall’affetto delle prime suore della neonata famiglia religiosa. Fu proprio a loro che raccomandò di custodire con fedeltà lo spirito delle origini, affidando il futuro della Congregazione alla Provvidenza.
«È per me motivo di grande consolazione, nella luce e nella gioia pasquale, annunciare con gratitudine l’apertura della fase diocesana verso il riconoscimento della santità della nostra fondatrice» – ha dichiarato la Superiora generale Madre Beniamina Sisto – «Una donna che ha vissuto in profonda comunione con Dio, lasciando un’impronta indelebile nella nostra storia».
Le testimonianze raccolte tramandano una morte edificante, come ricordò padre Nicola Fortunato subito dopo il trapasso della religiosa: «Rallegratevi, la vostra Madre è in Paradiso. Io non ho mai visto una morte così edificante». Egli, che le fu vicino negli ultimi istanti, affermò che Madre Valeria «morì santamente», sicuro che dal Cielo avrebbe continuato a vegliare sulle sue figlie spirituali.
Un cammino di Chiesa e di popolo
L’apertura del processo rappresenta un passo decisivo verso il riconoscimento delle virtù eroiche della Serva di Dio e un’occasione per rinnovare la memoria viva della sua opera spirituale ed educativa. In un tempo segnato da sfide globali, il suo esempio di vita consacrata resta un faro per quanti cercano nella fede una risposta di speranza e di carità operosa.
L’evento sarà anche occasione di preghiera e di comunione per tutte le comunità religiose e i fedeli che, in Italia e nel mondo, si ispirano ancora oggi alla testimonianza della fondatrice delle Oblate di Sant’Antonio di Padova.








