Manfredonia, controlli sul demanio ed evasione sul litorale

Una complessa operazione a tutela del territorio e delle casse comunali è stata conclusa dai finanzieri della Sezione Operativa Navale di Manfredonia

I finanzieri della Sezione Operativa Navale di Manfredonia, sotto il coordinamento del Reparto Aeronavale della Guardia di Finanza di Bari, hanno concluso una complessa operazione volta a tutelare le entrate degli Enti Locali e a ripristinare la legalità lungo la fascia costiera.

L’attività ispettiva, condotta sia via terra sia attraverso il pattugliamento delle acque territoriali, ha fatto emergere una fitta rete di violazioni amministrative e penali riguardanti l’occupazione abusiva del demanio, reati ambientali e abusivismo edilizio a ridosso del mare.

L’incrocio dei dati catastali e delle concessioni con i versamenti effettuati dai gestori delle strutture balneari e ricettive ha permesso di accertare l’omesso pagamento di ben 142.000 euro. A questi, si aggiunge il sistematico mancato versamento dei tributi locali spettanti ai Comuni costieri.

L’evasione dei tributi locali

Le verifiche dei finanzieri si sono concentrate sulla regolarità delle strutture sorte sul litorale. Molte attività avevano ampliato le proprie superfici attrezzate senza alcuna autorizzazione o continuavano a operare nonostante la scadenza dei titoli concessori.

Questo comportamento ha sottratto ingenti risorse finanziarie alle casse degli Enti Locali. Non solo, ha anche generato una concorrenza sleale nei confronti degli imprenditori balneari che operano nel pieno rispetto delle regole.

Dunque, i presunti responsabili delle violazioni edilizie e demaniali sono stati segnalati alle autorità competenti per il ripristino dello stato dei luoghi e il recupero coattivo delle somme evase.

Sequestrati 400 chili di ricci

Parallelamente agli accertamenti amministrativi a terra, le motovedette della Guardia di Finanza hanno intensificato la vigilanza sulle acque costiere per contrastare il fenomeno della pesca illegale.

L’azione di repressione ha portato al fermo di numerosi soggetti sorpresi a pescare senza le necessarie licenze o in zone vietate. Nel corso dell’operazione, i militari hanno sequestrato 400 chili di ricci di mare e un quintale di pescato vario. Anche l’attrezzatura subacquea e da pesca utilizzata dai trasgressori non era a norma ed è stata confiscata.

Monitoraggio ambientale e sanzioni sui rifiuti

Il bilancio dell’operazione si arricchisce anche sul fronte della tutela ecologica. Durante i controlli sulle imbarcazioni e nelle aree portuali, i finanzieri hanno rilevato gravi irregolarità nella tracciabilità e nella gestione dei rifiuti speciali legati alle attività marittime.

In diverse occasioni è stata riscontrata l’omessa compilazione dei formulari di identificazione dei rifiuti. Una violazione che impedisce di verificare il corretto smaltimento dei materiali di scarto accumulati a bordo. Per queste inadempienze ambientali sono state elevate sanzioni amministrative per un importo totale di 11.000 euro.

L’intervento del comparto aeronavale della Guardia di Finanza si conferma così un presidio di legalità indispensabile. Un modo per salvaguardare l’ambiente e proteggere l’economia del territorio.

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