Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giannicola De Leonardis, interviene duramente sulla gestione del bilancio pugliese accusando la presidenza della Regione di voler aumentare l’aliquota Irpef per coprire il disavanzo sanitario
Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giannicola De Leonardis, interviene nel dibattito sulla gestione del bilancio pugliese, accusando il presidente della Regione, Antonio Decaro, di voler aumentare l’aliquota Irpef regionale. Nel mirino dell’esponente di centrodestra finisce in particolare il sistema delle Sanitaservice, le sette società in house delle ASL pugliesi.
Secondo De Leonardis, la sanità pugliese sconta una visione distorta che va ben oltre i 350 milioni di euro di disavanzo registrati nel settore sanitario per l’anno 2025. La proposta lanciata dall’esponente di Fratelli d’Italia per sanare i conti senza gravare sulle tasche dei contribuenti prevede lo smantellamento delle sovrastrutture societarie delle Sanitaservice e l’internalizzazione diretta dei loro 8.254 dipendenti all’interno delle rispettive ASL.
I dati finanziari citati dal consigliere regionale delineano una spesa imponente per il funzionamento delle sette società: 292 milioni di euro nel 2025 e 279 milioni nel 2024. Il passaggio dei lavoratori direttamente sotto i ruoli amministrativi e operativi delle ASL consentirebbe, secondo De Leonardis, di eliminare i costi fissi legati all’esistenza stessa delle Sanitaservice.
Tra le voci di spesa ritenute superflue vengono indicati i compensi per gli amministratori unici, i costi di funzionamento dei collegi sindacali, oltre alle spese per fitti passivi, auto di servizio e consulenze esterne.
L’analisi dei bilanci rivelerebbe che l’80% delle risorse di Sanitaservice è destinato alle spese di personale, mentre il restante 20% è assorbito da costi di gestione e contenziosi che potrebbero essere azzerati.
La situazione nelle province
Per avvalorare la denuncia sulla presenza di spese improduttive, De Leonardis esamina nel dettaglio i bilanci delle singole sedi provinciali. Nel Barese si registrano 165 mila euro per spese legali, 63 mila euro per corsi di formazione, 43 mila euro per contratti di lavoro occasionale e un contenzioso da 197 mila euro per il riconoscimento di posizioni economiche.
Spostandosi a Brindisi, si rileva un fondo di sanzione Inail da 1 milione e 200 mila euro accantonato per un contenzioso relativo a un avviso di accertamento del 2021, un fondo cause legali da 1,5 milioni di euro e l’anomala gestione di un servizio di riabilitazione psichiatrico. A Taranto, invece, figura un fondo rischi per cause legali pari a 1 milione e 300 mila euro, integrato da 238 mila euro di consulenze legali e 93 mila euro per consulenze del lavoro.
La situazione non cambia nelle altre province. A Lecce si riscontra un fondo da 1 milione e 800 mila euro, a cui si aggiungono 153 mila euro per onorari di avvocati, 229 mila euro per ulteriori spese legali, 557 mila euro di costi di manutenzione e 93 mila euro di consulenze fiscali. Infine, a Foggia pesano un fondo contenzioso Inail da 2 milioni e 645 mila euro, un ulteriore fondo contenzioso da 3 milioni e 800 mila euro, spese legali per 84 mila euro e fitti passivi per gli uffici pari a 106 mila euro.
Dunque, la richiesta di De Leonardis, alla maggioranza di centrosinistra, è di dimostrare fermezza nell’affrontare i tagli agli sprechi della politica, anziché ricorrere alla leva fiscale sui cittadini per coprire i disavanzi gestionali.
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