Manduria, netturbino travolto e ucciso da una moto mentre era in servizio

Pasquale Dinoi, 53 anni, lavorava come stagionale per la Gialplast quando è stato investito all’alba sulla strada per San Pietro in Bevagna. Inutili i soccorsi. Sindacati e associazioni rilanciano l’allarme sulla sicurezza sul lavoro e chiedono più controlli, formazione e prevenzione

Tragedia all’alba di Ferragosto alle porte di Manduria, lungo la strada che conduce a San Pietro in Bevagna. Pasquale Dinoi, 53 anni, operatore ecologico stagionale in servizio per conto della Gialplast, è morto dopo essere stato investito da una moto di grossa cilindrata mentre attraversava la carreggiata nei pressi di un’isola ecologica.

L’impatto è stato violentissimo: l’uomo è stato sbalzato sull’asfalto, riportando traumi gravissimi. Soccorso dal personale del 118 e trasportato d’urgenza all’ospedale “Marianna Giannuzzi” di Manduria, è deceduto poco dopo l’arrivo. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Stradale per i rilievi e per ricostruire la dinamica dell’accaduto.

La notizia ha suscitato cordoglio e indignazione. La Uil di Taranto ha ricordato che “chi esce di casa per lavorare deve avere la certezza di potervi fare ritorno” e ha definito ogni morte sul lavoro “una sconfitta collettiva”. Anche la Cisl e la Fit Cisl territoriali hanno espresso “dolore e sgomento” e chiesto l’applicazione rigorosa delle norme di sicurezza, definendo intollerabile “dover assistere a tragedie che non possono essere considerate eventi inevitabili”.

Secondo i sindacati, la provincia di Taranto resta in “zona arancione” per rischio infortuni, con tre decessi sul lavoro registrati nei primi otto mesi dell’anno. Le organizzazioni rilanciano la campagna “Zero morti sul lavoro” e chiedono un patto locale per la sicurezza che preveda più controlli, risorse agli Spesal delle Asl, pene più severe per chi viola le norme e una diffusa cultura della prevenzione.

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