A Bari inaugurata l’85^ Fiera del Levante, la prima senza la politica nazionale

A fare gli onori di casa, il Presidente della Regione, Michele Emiliano e il sindaco di Bari, Antonio Decaro

Nella giornata di ieri, a Bari è stata inaugurata la 85° Campionaria Generale Internazionale, Fiera del Levante, la prima in assoluto senza la presenza di un Premier e dei Ministri. Un grande evento che, tra l’altro, ha cambiato date, dal 15 al 23 ottobre, in quanto, si sono svolte le Elezioni politiche. A fare gli onori di casa, il Presidente della Regione, Michele Emiliano e il sindaco di Bari, Antonio Decaro.

Questi i punti salienti del discorso del sindaco

«Essere qui, come dicevo, significa sempre tracciare un bilancio dei mesi passati, delle cose fatte e di quelle da fare. Essere qui significa ritrovare un pezzo di storia e di identità comune. Tanti ricordi ma anche germogli che inaspettatamente fioriscono.

Solo qualche giorno fa ero tra questi viali a bordo di un minibus elettrico che procedeva senza conducente. Qui, tra i viali della nostra Fiera, dove tutto sembra fermo nel tempo, il Comune di Bari ha insediato il primo living lab, finanziato per dieci milioni di euro dal Ministero dello Sviluppo economico, nell’ambito del progetto della Casa delle tecnologie. Qui, tra i padiglioni della Fiera, con i ricercatori e i manager di alcune delle multinazionali più importanti d’Italia e d’Europa, stiamo cercando di mettere un piede nel futuro, sperimentando quelle che oggi ci sembrano tecnologie avveniristiche e che domani saranno la normalità per i nostri nipoti.

Questa è la forza di questo luogo: coltivare sempre uno spazio di intraprendenza, di imprevedibilità, di curiosità e di apertura alle novità, come ci insegna quello spirito levantino che a questi viali ha dato il nome.

Una settimana di esposizioni, eventi, incontri istituzionali in uno spazio che da sempre rappresenta per la nostra città una vetrina affacciata sul mondo e che anche quest’anno non mancherà di riflettere su quanto sta accadendo intorno a noi. Oggi non esiste luogo al mondo, impresa o governo che non stia facendo i conti con una guerra che sta determinando scenari che certamente nessuno si aspettava di rivedere dopo più di settant’anni dall’ultimo conflitto mondiale.

La guerra in Ucraina, purtroppo, continua, e non si intravedono spiragli di luce né di pace.

E il vero pericolo, anche per noi, è quello che ha descritto bene Papa Francesco: l’abitudine alla guerra. Con tutte le conseguenze del caso.

Per la prima volta dal secondo dopoguerra, infatti, si parla di scarsità di materie prime, si parla di razionare il riscaldamento nelle scuole e di ridurre l’illuminazione per le strade.

In queste condizioni le imprese rischiano di non sostenere i costi esorbitanti dell’energia e ogni giorno ascoltiamo grida di allarme che raccontano di anni di sacrificio che rischiano di scomparire di fronte a una bolletta che non dà via di scampo. In questa situazione purtroppo i Comuni non se la passano meglio e, come stiamo denunciando ormai da mesi, il rischio default è dietro l’angolo. Da una rapida analisi condotta con l’aiuto della struttura tecnica di Anci, i Comuni allo stato attuale hanno bisogno, complessivamente, di circa 1 miliardo di euro aggiuntivi rispetto a quelli già stanziati, per far fronte ai costi dell’anno in corso e per i primi mesi del prossimo.

Per restare ai numeri, il Comune di Bari spendeva lo scorso anno 7,3 milioni di euro per l’energia. Quest’anno la stima è di 16,3 milioni. Sono 9 milioni di euro in più, con un rincaro del 127% a fronte di un ristoro da parte del Governo di poco più di 3 milioni di euro. Capite bene che il rischio di dover tagliare i servizi sociali, i contributi per lo sport e per la cultura è più che reale.

Oggi, a nome di tutti i sindaci italiani, chiedo a chi ha legittimamente vinto le elezioni e governerà questo Paese di indicarci la strada per superare questi mesi di difficoltà. Perché rischiamo un autunno caldo nelle piazze delle nostre città e un inverno gelido nelle aule delle nostre scuole.

Allo stesso tempo, abbiamo una straordinaria occasione davanti a noi per far sì che l’Italia del 2026 sia un Paese più giusto, più moderno, più efficiente: si chiama PNRR o, meglio, Next generation Eu. Un’occasione che non dobbiamo sprecare. Gran parte delle risorse destinate ai Comuni, 37 su 40 miliardi di euro, sono già nelle nostre disponibilità. Ora sta a noi impiegarle nella maniera più corretta e trasformarle in interventi per migliorare le condizioni di vita dei nostri concittadini.

Oltre 3 miliardi di euro sono destinati, da più fonti di finanziamento, a interventi con un impatto sulla città di Bari di cui ben 599 milioni e 150mila euro gestiti direttamente dal Comune».

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