Vanno giù pesanti da CasAmbulanti in merito allo stato di inerzia dimostrato da una pessima gestione del settore sviluppo economico della città di Andria in questa amministrazione cittadina
I baci e abbracci che avrebbero voluto mascherare un dissenso generale e uno stato di criticità senza rimedio non sono serviti a dare le risposte che la città attende, da tempo.
Vanno giù pesanti da CasAmbulanti in merito allo stato di inerzia dimostrato da una pessima gestione del settore sviluppo economico della città di Andria in questa amministrazione cittadina. Uno stato di declassamento che continua a vedere gli operatori abbandonare i posteggi ed un’area mercatale fatiscente e inospitale.
Dopo l’intervento dei due consiglieri comunali indipendenti, Montrone e Bartoli, i quali hanno pubblicamente accusato di inettitudine colui che, fino a qualche settimana fa, era il loro assessore di riferimento addetto ai mercati, e dopo che gli stessi consiglieri comunali, evidentemente molto ben consapevoli del funzionamento della macchina amministrativa e di quei «meccanismi» che oggi stanno fortemente contestando, hanno riconosciuto la volontà delle associazioni di categoria di dare il loro apporto costruttivo, ma di essere sempre state mortificate da quell’andazzo dal quale oggi prendono le distanze, interviene il presidente di CasAmbulanti-Unibat, l’attivista sindacale Savino Montaruli, che dichiara: «Alla durissima nota dei due consiglieri Montrone e Bartoli nei confronti dei loro “colleghi” amministratori comunali, non credo ci sia molto da aggiungere. Le loro parole sono chiarissime e denunciano un andazzo assolutamente intollerabile e deplorevole.
Stiamo continuando in tutti i modi a dare un contributo costruttivo a questa amministrazione comunale, ma è evidente che l’arroganza, la prepotenza e persino l’incapacità di confrontarsi e di relazionarsi con le persone e con le associazioni rende questa compagine chiusa in se stessa, isolata e persino dannosa per certi versi. Altro che il Bene Comune? Dove sta? Chi lo vede? Il tempo trascorso e quell’inerzia e inettitudine lamentata da Montrone e Bartoli, due profondi conoscitori delle dinamiche politiche e dei loro colleghi, sono la plastica dimostrazione di quanto diventa sempre più difficile credere in un cambiamento che, semmai dovesse esserci, potrebbe avvenire solamente cambiando i personaggi in campo. Un cambiamento ormai inevitabile e atteso.
Un cambiamento non più procrastinabile del quale la stessa prima cittadina deve prenderne atto. La situazione in cui versa la città e lo stato di fortissimo conflitto sociale creato a causa della mancanza di coraggio e della mancanza di scelte e di azione hanno raggiunto livelli insopportabili e la città non può continuare a perdere colpi, al di là della propaganda, degli allineamenti dei compiacenti e delle lusinghe che, nella realtà, non trovano né giustificazione né conforto» – conclude.








