Il blitz dei Carabinieri di Foggia ha fermato un vasto traffico di sostanze stupefacenti tra la Puglia e il Nord Italia. Eseguiti 24 arresti nei confronti di un gruppo criminale guidato da un 36enne albanese
La Procura della Repubblica di Foggia ha condotto un’indagine, eseguita dal Carabinieri del comando provinciale. L’operazione è avvenuta nelle prime ore dell’alba di oggi, 15 dicembre 2025, i militari dell’Arma hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip. Il blitz ha portato all’arresto di 24 persone, indagate per traffico, detenzione e spaccio di droga.
Dei 24 arrestati, 19 sono in carcere, mentre 5 sono agli arresti domiciliari. Durante lo stesso intervento sono stati notificati 9 decreti di fissazione di interrogatorio preventivo per altri indagati, sempre per i medesimi reati.
Già da maggio 2024 il business era monitorato, a farne parte erano cittadini tra i 23 e i 61 anni, non solo di cittadinanza italiana, ma anche albanese, georgiana e romena. Gli indagati operavano tra Foggia, Rieti, Emilia Romagna e Basso Molise. Tra questi, il principale indiziato è un albanese di 36 anni, che sarebbe anche colui che coordina un ampio traffico di cocaina con base a Foggia.
Il business illecito
L’indagato, avvalendosi di canali di connazionali nel Nord Italia e di collaboratori fidati, acquistava all’ingrosso ingenti quantità di cocaina per lo spaccio in provincia. La rete criminale gestiva un flusso di 5-10 kg di stupefacente al mese. Acquistata a oltre €22 al grammo, la cocaina veniva rivenduta al dettaglio tra €30 e €50 al grammo, generando un profitto mensile stimato in circa €200.000.
Per gestire il traffico illecito, gli indagati hanno avuto a disposizione dei depositi sorvegliati, in questi la droga veniva stoccata e confezionata. Grazie all’azione di pedinamento è stato possibile individuare sette indagati residenti nel Parmense, che avevano creato una rete autonoma con un profitto ancora più alto.
Il trasporto
Gli arrestati adottavano sofisticati espedienti per evitare i controlli. Questi includevano l’occultamento dello stupefacente in doppi fondi dei veicoli e l’uso di criptofonini. Per trasferire i proventi in Albania, la banda si avvaleva di autisti compiacenti di pullman di linea e autotrasportatori. Tali operazioni sono confermate dal sequestro di €40.000 in contanti da parte dei Carabinieri, intercettati a gennaio lungo la Statale 16.








