Puglia: La Regione accorpa la Camera di commercio di Brindisi a quella di Taranto

Con un decreto del presidente della giunta regionale, Michele Emiliano, è stato formalizzato l’accorpamento fra la Camera di commercio di Brindisi e quella di Taranto. Definite anche le nomine dei componenti del consiglio dell’ente camerale

Con un decreto del presidente della giunta regionale, Michele Emiliano, è stato formalizzato l’accorpamento fra la Camera di commercio di Brindisi e quella di Taranto. Definite anche le nomine dei componenti del consiglio dell’ente camerale, in rappresentanza dei settori previsti dallo statuto.

Il percorso di accorpamento fra i due enti ha origine nel febbraio del 2018, con un decreto del ministero dello Sviluppo economico che prevede la riduzione del numero delle Camere di commercio mediante accorpamento, razionalizzazione delle sedi e del personale, con cui sono stare ridefinite le circoscrizioni territoriali delle Camere di commercio.

Di recente è stato formalizzato il grado di rappresentatività di ciascuna organizzazione imprenditoriale e alla individuazione delle organizzazioni imprenditoriali e delle associazioni dei consumatori cui spetta designare i componenti in seno al Consiglio della Camera di commercio di Brindisi-Taranto.

La Camera di commercio di Brindisi è attualmente retta dal commissario Antonio D’Amore, che da sempre si oppone all’accorpamento fra i due enti, a sostegno dell’autonomia della camera brindisina, sostenuto anche dalla politica locale: il consiglio comunale, lo scorso 21 dicembre, ha approvato all’unanimità la mozione del consigliere Ercole Saponaro (Lega) a difesa dell’autonomia.

Fermamente contrario alla fusione delle due camere anche il consigliere comunale Roberto Quarta, il quale, in una lettera aperta denuncia la marginalizzazione in cui versa la provincia di Brindisi.

«Oramai siamo sudditi – afferma Quarta – di Bari, Lecce ed ora Taranto. Il problema è, che a causa di tutto ciò, assunzioni e ruoli di dirigenti di livello sono tutti destinati a essere ricoperti non certamente da brindisini, praticamente perdendo il controllo di ogni cosa.
Il governo regionale – scrive ancora Quarta – forse ai molti è sconosciuto per quanto sia determinante sul destino di ogni singolo comune esistente in Puglia, poiché ha il potere di legiferare e finché questa città come del resto accaduto negli ultimi anni, non esprimerà suoi consiglieri regionali sarà destinata sempre più verso il suo destino inesorabile.

Non mi si venga a dire che la provincia – prosegue il consigliere Quarta – comunque ha espresso qualche rappresentante, perché al sottoscritto come alla gran parte dei miei concittadini non risulta che gli stessi abbiano generato benefici, né tantomeno difeso Brindisi, visto i risultati a tutt’oggi.»

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