“Parole che uniscono”: a Bari un progetto educativo per relazioni più inclusive tra gli adolescenti

Laboratori, cineforum e attività creative per ragazzi tra 11 e 16 anni: il progetto del Municipio II punta a promuovere rispetto, empatia e consapevolezza del linguaggio.

A Bari prende forma il progetto “Parole che uniscono – percorsi per relazioni inclusive”, promosso dal Municipio II e rivolto a ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 16 anni. L’iniziativa propone un percorso educativo che mette al centro il valore delle parole e la qualità delle relazioni, attraverso laboratori nelle scuole, attività pomeridiane, cineforum e produzione audiovisiva.

Il progetto nasce su proposta della commissione Welfare del Municipio II e vede l’impegno della presidente Alessandra Lopez e del presidente della commissione Welfare Marco Pesce, con l’obiettivo di offrire ai giovani del territorio spazi concreti di ascolto, confronto e creatività. Un percorso che intende aiutare i ragazzi a riflettere su identità, rispetto delle differenze, gestione dei conflitti e uso consapevole del linguaggio, anche nei contesti digitali.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vito Leccese, attenta a promuovere progetti educativi e culturali capaci di rafforzare il senso di comunità e migliorare la qualità della vita dei cittadini. Investire nei giovani significa infatti contribuire ad elevare il livello culturale e sociale della città, favorendo percorsi di crescita fondati sul dialogo, sull’ascolto e su una autentica Diplomazia dei Sentimenti.

Attraverso attività creative, storytelling e linguaggi audiovisivi, i ragazzi avranno la possibilità di diventare protagonisti del proprio racconto e di costruire insieme un prodotto collettivo – un video o una campagna di sensibilizzazione – che sarà presentato alla città al termine del progetto, come testimonianza del valore della parola come strumento di incontro e inclusione.TG

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