Taranto, protocollo tra Guardia di Finanza e Commissario per le bonifiche: rafforzata la tutela ambientale

Sottoscritto a Taranto il protocollo tra il Commissario straordinario per le bonifiche Vito Felice Uricchio e il Comandante regionale della Guardia di Finanza Guido Mario Geremia per rafforzare il monitoraggio ambientale del territorio jonico e del Mar Piccolo attraverso tecnologie avanzate e sistemi di telerilevamento

Un nuovo passo nella tutela ambientale del territorio jonico. Presso la caserma “M.A.V.M. Brigadiere Lorenzo Greco”, sede del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Taranto, è stato presentato il protocollo d’intesa tra il Comando Regionale Puglia della Guardia di Finanza e il Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di Taranto.

L’accordo è stato siglato dal Comandante Regionale Puglia della Guardia di Finanza, Generale di Divisione Guido Mario Geremia, e dal Commissario Straordinario per le bonifiche, Vito Felice Uricchio.

Rafforzata la cooperazione per la tutela dell’ecosistema

L’intesa rappresenta una cooperazione istituzionale strategica finalizzata a rafforzare la legalità e a potenziare le attività di salvaguardia ambientale nell’area di Taranto, con particolare riferimento al Sito di Interesse Nazionale (SIN) recentemente ridelineato dal Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica del 20 dicembre 2024.

Grazie alla collaborazione tra le due istituzioni, la Guardia di Finanza potrà impiegare nel territorio tarantino avanzate capacità tecnologiche e operative, comprese le risorse aeronavali e i sistemi di ricognizione aerea.

Tecnologie avanzate e dati satellitari

Il protocollo prevede l’utilizzo di sensori di telerilevamento ad altissima precisione per individuare potenziali sorgenti di inquinamento e monitorare le trasformazioni ambientali del territorio.

Le rilevazioni saranno integrate con i dati satellitari dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), permettendo analisi multitemporali in grado di osservare l’evoluzione fisica dei siti e individuare con maggiore precisione eventuali criticità ambientali.

Queste tecnologie consentiranno di individuare e monitorare sorgenti inquinanti, trasformazioni del territorio e attività potenzialmente illegali, fornendo un quadro conoscitivo molto più dettagliato rispetto al passato.

Monitoraggi nel Mar Piccolo e contrasto agli illeciti ambientali

Attraverso specifiche convenzioni operative che discenderanno dall’accordo, potranno essere definiti piani di azione mirati per il monitoraggio ambientale.

Tra le attività previste figurano:

  • Il controllo delle sponde e dei fondali del Mar Piccolo per individuare materiali di origine antropica;
  • L’analisi integrata dei dati ambientali per far emergere aree e condotte a rischio;
  • Il contrasto a scarichi abusivi, discariche non autorizzate e attività estrattive irregolari;
  • Il monitoraggio di eventuali utilizzi illeciti del demanio marittimo.

Legalità e contrasto alla criminalità nell’economia marittima

Le attività di monitoraggio ambientale avranno anche un importante riflesso sul piano investigativo. Gli sviluppi delle analisi consentiranno infatti alla Guardia di Finanza di contrastare eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione dell’economia marittima tarantina.

L’accordo permetterà inoltre di vigilare sull’utilizzo delle risorse destinate al risanamento ambientale, prevenendo eventuali impieghi indebiti dei fondi pubblici destinati alle bonifiche.

Un passo per la rinascita ambientale di Taranto

Il protocollo rappresenta uno strumento operativo fondamentale per rafforzare la strategia di risanamento ambientale del territorio ionico e per promuovere una gestione integrata della tutela ambientale, della legalità e dello sviluppo sostenibile.

Un percorso che punta alla rinascita ambientale e sociale dell’area di Taranto, uno dei territori più delicati del panorama industriale e ambientale italiano.

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