Taranto, agente aggredito in carcere: sequestrata droga, torna l’allarme su sicurezza e sanità penitenziaria

Poliziotto ferito durante un controllo nella casa circondariale: prognosi di 30 giorni. Il sindacato denuncia sovraffollamento e gestione dei detenuti con disturbi psichiatrici

Un grave episodio di violenza si è verificato nei giorni scorsi nella casa circondariale di Taranto, dove un agente della Polizia Penitenziaria è stato aggredito da un detenuto durante le operazioni di controllo dei pacchi destinati ai reclusi.

Secondo quanto ricostruito, il poliziotto aveva individuato circa 35 grammi di sostanza stupefacente nascosti tra gli alimenti consegnati dai familiari. Nel tentativo di recuperare il plico, il detenuto – originario di Brindisi e con problematiche psichiatriche – avrebbe reagito con violenza, scagliando l’agente contro una parete prima di essere immobilizzato grazie all’intervento degli altri operatori in servizio.

A seguito dell’aggressione, il poliziotto ha riportato la frattura di una costola, con una prognosi di 30 giorni. L’episodio è stato segnalato dalla Federazione Sindacale Co.S.P. – Coordinamento Sindacale Penitenziario, che ha evidenziato come il detenuto fosse già noto per precedenti comportamenti violenti.

«Si tratta dell’ennesimo episodio che dimostra una situazione ormai fuori controllo», denuncia il sindacato, che punta il dito contro le condizioni della struttura tarantina, caratterizzata da un forte sovraffollamento e da una gestione complessa dei detenuti con disturbi psichiatrici.

Secondo quanto riportato, la casa circondariale ospiterebbe oltre 820 detenuti a fronte di una capienza inferiore ai 350 posti, mentre a livello regionale si registrerebbero più di 5mila presenze per circa 2.400 posti disponibili. Numeri che, secondo il sindacato, rendono difficile garantire condizioni adeguate sia per i detenuti che per il personale.

«I soggetti con patologie psichiatriche necessiterebbero di strutture sanitarie specifiche e non della permanenza in carcere», sottolinea il Co.S.P., rilanciando il tema della sanità penitenziaria, passata alle Regioni nel 2008, e delle criticità ancora irrisolte.

Il sindacato richiama infine l’attenzione sulla situazione a livello nazionale, con oltre 64mila detenuti a fronte di circa 43mila posti, ribadendo la necessità di interventi urgenti per ristabilire condizioni di sicurezza e vivibilità negli istituti penitenziari.

L’episodio riaccende il dibattito su sicurezza, sovraffollamento e assistenza sanitaria nelle carceri, temi da tempo al centro del confronto tra istituzioni e operatori del settore.

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