Asl Taranto: Nota CISL FP sulla Spesa farmaceutica

Le patologie croniche legate all’esposizione all’amianto a Taranto superano i 30.000 casi. Persone che, gioco forza, necessitano di una intensità di cure e di un impegno di spesa farmaceutica superiore alla normalità

Nota di Giuseppe Lacorte, Segretario territoriale CISL FP Taranto Brindisi.

«Egregio Presidente,
il clamore mediatico e l’atteggiamento polemico riguardante la spesa farmaceutica
nel territorio jonico, che chiaramente non ha come obbiettivo principale la Salute dei
cittadini, ad avviso della Scrivente è pericoloso, inaccettabile e strumentale.
Viene criticata genericamente la spesa senza avere, evidentemente, una conoscenza
adeguata del contesto territoriale e del quadro epidemilogico, peggio, lo si disconosce!

È quanto accaduto lo scorso 8 aprile, in I^ Commissione Bilancio Finanza
Programmazione del Consiglio Regionale, dove si è affermato e messo agli atti, che la
spesa farmaceutica della ASL TA, che si discosta in pejus da quella delle altre AA.SS.LL,
non è giustificata da un particolare quadro epidemilogico.

Affermazioni a nostro avviso imprudenti, non ragionate e disconoscenti studi scientifici
epidemilogici consacrati da atti pubblici locali e regionali. Sarebbe sufficiente richiamare
alcune Delibere di Giunta Regionale, tra cui la 129/2018, la 688/2022, la 1707/2023 e da
ultimo la 327 del 18 marzo 2024 (Approvazione schema di Addendum alla Convenzione tra
Regione Puglia e Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, per l’attivazione della Scuola di
Medicina a Taranto. Variazione al bilancio di previsione 2024-2026 ai sensi dell’art. 51 del
D. Lgs. 118/2011 e ss. mm. e ii.), che afferma:

“L’area di Taranto è al centro di una vera e propria emergenza ambientale,
sanitaria e sociale. L’area industriale di Taranto rientra fra i 41 siti di interesse
naturale (SIN), definiti come “aree contaminate molto estese classificate come
pericolose dallo Staio Italiano e che necessitano di interventi di bonifica del
suolo, del sottosuolo e/o delle acque superficiali e sotterranee per evitare
danni ambientali e sanitari”. Negli studi promossi dal Ministero della Salute
volti ad affrontare il profilo sanitario delle popolazioni residenti nei siti
contaminali all’interno del Programma strategico nazionale “Ambiente e
Salute”, coordinati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) è emerso, per il SIN di
Taranto, un quadro di mortalità definito “critico” per un aumento della
mortalità dei residenti soprattutto per alcune forme tumorali e per le malattie
cardiovascolari e respiratorie, nonché un aumento della mortalità infantile e
delle malformazioni congenite”.

È ovvio, ma evidentemente non a tutti, che quanto sopra riportato determina un aumento
della richiesta di salute e di spesa farmaceutica indipendente dalla diretta responsabilità
ascrivibile alla figura del direttore generale dell’Azienda sanitaria.
Taluni sembrerebbero non accorgersi che per fortuna vi è una continua immissione in
commercio di nuovi farmaci innovativi più efficaci che permettono di curare patologie
complesse e di prolungare/salvare la vita dei pazienti, che però hanno un alto costo. Per
esempio per le patologie onco-ematologiche, che hanno un’incidenza epidemilogica
altissima nel territorio tarantino, i farmaci biologici e le oramai famose terapie con cellule
CAR-T hanno ricadute pesantissime sulla spesa, infatti ogni ciclo terapeutico supera le
300.000 euro per singolo paziente.

Le patologie croniche legate all’esposizione all’amianto a Taranto superano i 30.000 casi.
Persone che, gioco forza, necessitano di una intensità di cure e di un impegno di spesa
farmaceutica superiore alla normalità. Non può sfuggire a chi ha l’obbligo di rappresentare tutti i cittadini appartenenti a tutte le longitudini territoriali pugliesi, che quasi la metà della spesa farmaceutica tarantina è indotta, ovvero, causata da prescrizioni effettuate da altre strutture sanitarie regionali (soprattutto dal Policlinico di Bari) ed extraregionali, che ovviamente sfuggono al controllo del Direttore Generale della ASL TA. Non dovrebbe sfuggire neppure che, i Direttori Generali delle AA.SS.LL. non possono intervenire in via diretta sull’appropriatezza prescrittiva, perché tale competenza è affidata in modo esclusivo allo specialista. Questi sono alcuni esempi che sommati al più alto tasso regionale di pazienti affetti da patologie bronco-pneumoniche, da scompenso cardiaco, da diabete e ipertensione arteriosa, giustificano a nostro avviso la spesa, salvo che, non si voglia sostenere che la bilancia del decisore regionale penderà a favore dell’interesse economico a scapito del bene dell’uomo. Quindi la domanda che ora ci facciamo e Le facciamo è: quanto vale la salute e la vita dei tarantini? Quant’è giusto spendere per proteggerla? La decisione è affidata alla Sua politica!
»

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