La nuova sede sorgerà nell’area del vecchio Gerontocomio in via Aldo Moro: un investimento da 2,85 milioni interamente finanziato dal Ministero dell’Interno. Opera strategica per la sicurezza del territorio, scongiurata la chiusura del commissariato. Dedicato il progetto alla memoria del carabiniere Carlo Legrottaglie
È stato inaugurato questa mattina a Nardò il cantiere del nuovo Comando della Polizia di Stato, con la posa simbolica della prima pietra nell’area di via Aldo Moro che per decenni ha ospitato l’incompiuto Gerontocomio. Una ferita urbana che oggi si avvia a trasformarsi in un presidio strategico di legalità e sicurezza per la città.
Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco Pippi Mellone, il questore di Lecce Giampietro Lionetti, numerosi esponenti istituzionali, tra cui il senatore Roberto Marti, l’attuale dirigente del commissariato di Nardò Sabrina Manzone, i progettisti e i tecnici dell’impresa appaltatrice Deco Domus s.r.l.. La benedizione dei lavori è stata affidata al vescovo di Nardò-Gallipoli, mons. Fernando Filograna.
L’opera, del valore complessivo di 2 milioni e 850 mila euro, è interamente finanziata dal Ministero dell’Interno e sarà realizzata in due lotti. Il Comune di Nardò ha ceduto il diritto di superficie del terreno per 99 anni all’Agenzia del Demanio, consentendo l’avvio del progetto in tempi rapidi e con una visione chiara: evitare la perdita del presidio di pubblica sicurezza e dotare la città di una struttura moderna e funzionale.
«Questo è un territorio bellissimo, ma con una forte domanda di sicurezza – ha dichiarato il questore Lionetti – e le forze dell’ordine devono poter operare in condizioni adeguate. Il nuovo Comando nasce in una posizione strategica e rappresenta un grande lavoro di squadra». Un saluto particolare è stato rivolto alla dottoressa Sabrina Manzone, prossima alla pensione, per il lavoro svolto in questi anni alla guida del commissariato.
«Dedichiamo simbolicamente questo progetto alla memoria del carabiniere Carlo Legrottaglie, caduto recentemente in servizio – ha aggiunto il senatore Marti – Le istituzioni devono garantire alle forze dell’ordine le migliori condizioni operative: strutture come questa non sono un lusso, ma una necessità».
Il progetto architettonico è stato firmato dal raggruppamento temporaneo di professionisti guidato dall’ing. Pierpaolo Tondo, con l’arch. Carlo Ferrocino, il geom. Fabio Vonghia e il geologo Andrea Vitale. Il nuovo Comando si inserisce in un piano di rigenerazione urbana che restituisce significato e funzione a una zona da tempo abbandonata, situata nel cuore del quartiere 167.
«È una delle pagine più belle scritte in questi anni – ha dichiarato il sindaco Mellone – Abbiamo sventato il rischio di perdere il commissariato, grazie a una sinergia istituzionale tra Comune, Prefettura, Questura e Ministero dell’Interno. Questo edificio sorge su uno dei simboli dell’immobilismo del passato, oggi trasformato in un simbolo di rinascita».
Il nuovo Comando della Polizia sarà dunque un presidio di legalità e coesione sociale, frutto di un impegno corale e determinato. Un’opera pubblica che unisce funzionalità e valore simbolico, restituendo dignità e sicurezza a un’intera comunità.








