Ostuni, Domenico Pecere chiede l’attivazione dei rifugi climatici: «Proteggere anziani, bambini e persone fragili»

L’Ambasciatore del Patto Europeo per il Clima sollecita Comune, ASL, Prefettura e Ambito Sociale: «Le ondate di calore rappresentano un rischio concreto per la salute pubblica»

Le sempre più frequenti ondate di calore estive e l’aumento delle temperature spingono ad accelerare le misure di protezione per le fasce più vulnerabili della popolazione. È questo il senso della richiesta inviata da Domenico Pecere, Ambasciatore del Patto Europeo per il Clima, alla dirigente comunale Pasqua Erminia Cicoria, con una comunicazione trasmessa anche all’ASL di Brindisi, alla Prefettura di Brindisi e all’Ambito Territoriale Sociale BR/1.

L’obiettivo è quello di avviare quanto prima un percorso finalizzato all’individuazione di rifugi climatici sul territorio comunale di Ostuni, spazi sicuri e accessibili dove cittadini particolarmente fragili possano trovare sollievo durante le giornate caratterizzate da temperature elevate.

I rifugi climatici come strumento di tutela sanitaria

Nella sua nota, Pecere sottolinea come i rifugi climatici rappresentino una misura ormai adottata in numerose realtà europee. Si tratta di spazi pubblici o semi-pubblici, come biblioteche, centri anziani, strutture comunali o aree verdi ombreggiate, capaci di offrire gratuitamente acqua, zone d’ombra e ambienti climatizzati.

Secondo l’Ambasciatore del Patto Europeo per il Clima, tali luoghi assumono oggi una funzione essenziale soprattutto per anziani, bambini, persone con disabilità e soggetti affetti da patologie croniche, maggiormente esposti agli effetti delle alte temperature.

Le ondate di calore, infatti, possono provocare disidratazione, colpi di calore, scompensi cardiovascolari e aggravamento di condizioni sanitarie preesistenti, trasformandosi in una vera emergenza di salute pubblica.

La chiusura della villa comunale aumenta le criticità

Tra gli elementi evidenziati nella richiesta vi è anche la temporanea chiusura della villa comunale di Ostuni, attualmente interessata da lavori di riqualificazione.

Una situazione che, secondo Pecere, priva momentaneamente la città di uno dei principali spazi verdi utilizzati dai cittadini come luogo di ristoro naturale durante le giornate più calde.

Per questo motivo diventa ancora più urgente individuare alternative adeguate che possano garantire protezione e assistenza alle categorie maggiormente esposte ai rischi climatici.

Un’azione coerente con il PAESC

La proposta si inserisce inoltre nel più ampio percorso legato al PAESC – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima, strumento strategico attraverso il quale le amministrazioni locali pianificano interventi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

Pecere ricorda di aver già affrontato il tema nelle scorse settimane attraverso una precedente comunicazione e ritiene che la mappatura dei rifugi climatici possa rappresentare una delle prime azioni concrete da inserire all’interno del piano comunale.

La richiesta di un confronto urgente

Nella parte finale della lettera, l’Ambasciatore del Patto Europeo per il Clima evidenzia come l’estate sia già iniziata e come le temperature stiano rapidamente aumentando.

Per questa ragione viene chiesto un confronto immediato tra istituzioni, servizi sanitari e realtà territoriali al fine di individuare rapidamente gli spazi più idonei e predisporre una rete di protezione per la popolazione fragile.

L’obiettivo è arrivare in tempi brevi alla definizione di un sistema di accoglienza climatica capace di offrire una risposta concreta alle emergenze legate al caldo estremo, fenomeno che secondo gli esperti sarà sempre più frequente anche nel territorio pugliese.

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