Arrestati due cittadini cinesi con documenti falsi e recuperati mezzi agricoli rubati per oltre 180 mila euro grazie a un’azione congiunta con le autorità irlandesi e greche: confermata l’efficacia dei controlli su aeroporto e porto
La Polizia di Frontiera di Brindisi ha messo a segno, tra fine agosto e inizio settembre, due operazioni distinte ma ugualmente rilevanti sul fronte della sicurezza e della cooperazione internazionale.
Il 26 agosto 2025, presso l’Aeroporto del Salento, due cittadini cinesi sono stati arrestati mentre tentavano di imbarcarsi su un volo per Dublino utilizzando passaporti falsi apparentemente rilasciati da Taiwan.
L’allerta era arrivata direttamente dalle autorità irlandesi, che hanno permesso alla polizia italiana di organizzare un intervento mirato. I documenti, sottoposti a controlli approfonditi in fase di imbarco, sono risultati contraffatti: per i due individui è scattato l’arresto con l’accusa di falso documentale e immigrazione clandestina.
Pochi giorni dopo, il 3 settembre, gli agenti della Polizia di Frontiera attivi nello scalo marittimo hanno bloccato un tentativo di esportazione illegale di mezzi agricoli rubati. Il carico, del valore superiore ai 180.000 euro, era stato trafugato nell’area di Roma e trasferito nel Brindisino per poi essere imbarcato su un autoarticolato diretto in Grecia. L’autista, un cittadino bulgaro, è stato fermato grazie a un’operazione congiunta con la polizia ellenica, che ha proceduto al sequestro dei veicoli all’arrivo nel porto greco.
Entrambi gli interventi si inseriscono in un quadro di controlli serrati che vedono la Polizia di Frontiera di Brindisi impegnata quotidianamente su più fronti: dal monitoraggio dei passeggeri in transito sulle tratte internazionali dall’aeroporto, al controllo dei mezzi in imbarco e sbarco presso il porto, con particolare attenzione alle rotte verso i Balcani e il Mediterraneo. La sinergia con le forze di polizia straniere si conferma un elemento cruciale nella lotta ai reati transnazionali e all’immigrazione irregolare.








