Dal 18 al 26 ottobre alla Fortezza da Basso, l’artista panamense espone una potente videoinstallazione che intreccia spiritualità e denuncia, trasformando gli oggetti del dolore migratorio in altari di memoria e rinascita. Un viaggio visivo e simbolico nel cuore del Darién Gap, tra luce, ombra e compassione
La XV Biennale di Firenze (18–26 ottobre 2025, Fortezza da Basso) accoglie tra i protagonisti l’artista panamense Aristides Ureña Ramos con la videoinstallazione “Darién non è una rotta (Gli altari del dolore)”, un’opera che affronta con profonda intensità i temi della migrazione, della memoria e della spiritualità.
Concepito originariamente negli anni Novanta e già esposto in prestigiose sedi internazionali – tra cui la Biennale di Venezia (1997) e l’ex Istituto Nazionale di Cultura di Panama (2015) – il progetto trova oggi nuova vita nel contesto tematico di questa edizione della Biennale: “La sublime essenza della luce e delle tenebre”.
Un viaggio tra dolore, memoria e rinascita
Attraverso oggetti reali recuperati lungo le rotte migratorie, trasformati in altari e installazioni audiovisive, Ureña Ramos esplora il Darién Gap, la giungla che separa il Sudamerica dal Centroamerica e che oggi rappresenta uno dei simboli più tragici e potenti delle migrazioni contemporanee.
In questo lavoro, l’artista costruisce un rito laico di profonda intensità emotiva: un dialogo tra la luce dei sogni e l’ombra dello sradicamento, tra la perdita e la resilienza.
Ogni frammento, ogni testimonianza raccolta diventa una traccia sacra, un “altare del dolore” che onora i viaggi, le speranze e le vite spezzate di chi attraversa quella terra estrema.
Con “Darién non è una rotta (Gli altari del dolore)”, Ureña Ramos riafferma la sua poetica come atto di compassione e consapevolezza, invitando lo spettatore a un’esperienza immersiva e meditativa, dove l’arte si fa strumento di memoria e redenzione.
Le parole dell’artista
«È un progetto aperto nel tempo, iniziato nel 1997 e proseguito fino alla crisi migratoria del 2023-24. Gli Altari del Dolore mi hanno permesso di vivere quella tragedia e misurare le mie capacità creative nei processi artistici.»
— Aristides Ureña Ramos
L’artista
Aristides Ureña Ramos (Santiago de Veraguas, Panama, 1955) vive e lavora tra Italia e Panama.
Da oltre quarant’anni la sua ricerca intreccia memoria storica, critica sociale e sperimentazione visiva, rendendolo una delle voci più autorevoli e visionarie del panorama artistico latinoamericano contemporaneo.
Con questa nuova videoinstallazione alla XV Biennale di Firenze, l’artista offre una testimonianza poetica e universale, dove la fragilità umana e la ricerca di luce si incontrano nei confini del mondo e dell’anima.








