Tangenti e appalti truccati nella Asl di Bari: due condanne e otto patteggiamenti chiudono l’inchiesta

Rito abbreviato per Sciannimanico e Rucci, pene da 5 a 2 anni e mezzo per ex funzionari e imprenditori: confermati i risarcimenti alla Asl e alla Regione Puglia nell’inchiesta sul presunto sistema corruttivo emerso nel 2024

Si chiude con due condanne e otto patteggiamenti il procedimento giudiziario relativo al presunto sistema di tangenti e appalti pilotati nella Asl di Bari, emerso a seguito dell’indagine della Guardia di finanza che nel novembre 2024 aveva portato all’esecuzione di dieci misure cautelari. Il gup del Tribunale di Bari, Valeria Isabella Valenzi, ha pronunciato le sentenze nella giornata del 16 dicembre.

Al termine del rito abbreviato è stata condannata a 4 anni e 6 mesi di reclusione l’ex funzionaria Concetta (Connie) Sciannimanico, ritenuta responsabile di associazione per delinquere – come partecipe e non come organizzatrice, come inizialmente contestato – e di un episodio corruttivo. La difesa è riuscita a ottenere la restituzione di numerose borse di lusso sequestrate, avendo dimostrato che erano state acquistate con redditi leciti.

Condanna in abbreviato anche per Giuseppe Rucci, consulente di un’azienda di prodotti medicali, riconosciuto colpevole di aver versato tangenti nell’ambito di un appalto da 148mila euro: per lui la pena è di 3 anni di reclusione.

Ratificati gli otto patteggiamenti degli altri imputati. Le pene più severe, pari a 5 anni, riguardano gli ex funzionari della Asl Nicola Sansolini e Nicola Iacobellis, già direttore dell’Unità di ingegneria clinica il primo e responsabile dell’unità Edilizia sanitaria il secondo. Entrambi dovranno versare multe e sono stati interdetti dai pubblici uffici, così come Sciannimanico.
A seguire:

  • Paola Andriani, moglie di Iacobellis, 3 anni
  • Giovanni Crisanti, 3 anni e 8 mesi
  • Nicola Minafra, 3 anni e 3 mesi
  • Ignazio Gadaleta, 3 anni
  • Nicola Murgolo, 2 anni e 8 mesi
  • Cataldo Perrone, 2 anni e 6 mesi

Nel quadro dell’inchiesta, sostenuta dalla pm Savina Toscani, la Procura di Bari aveva contestato l’esistenza di un presunto “sistema” in cui denaro, regali e perfino lavori di ristrutturazione sarebbero serviti a ottenere appalti e affidamenti, tra cui quelli relativi al reparto detenuti dell’ospedale San Paolo e alla Casa della Salute di Giovinazzo. A costituirsi parte civile erano stati la Regione Puglia e la stessa Asl di Bari, che otterranno un risarcimento da quantificare in sede civile.

L’inchiesta aveva delineato un quadro di presunte pratiche corruttive e turbative d’asta, con scambi di favori e mazzette che avrebbero favorito imprenditori compiacenti nella gestione di lavori e forniture per la sanità barese. Le condanne e i patteggiamenti pronunciati dal gup definiscono oggi una parte significativa del procedimento, in attesa degli ulteriori sviluppi nelle sedi civili e dei procedimenti eventualmente ancora pendenti.

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