La nuova tecnica chirurgica permette di bloccare la progressione della malattia degenerativa della cornea, riducendo drasticamente il ricorso ai trapianti
di RICCARDO DI MATTEO – Nella mattinata di giovedì, presso le sale operatorie dell’ospedale “Vittorio Emanuele II” di Bisceglie, l’equipe dell’unità operativa di Oculistica diretta dal dottor Pasquale Attimonelli ha eseguito il primo intervento di Cross-Linking corneale in day hospital all’interno dell’Asl Bt. La procedura è stata effettuata su un paziente di 22 anni affetto da cheratocono, una patologia genetica degenerativa che colpisce la cornea, portando a un progressivo peggioramento della capacità visiva.
Cos’è il cheratocono e come interviene il Cross-Linking
Il cheratocono è una malattia che provoca un assottigliamento progressivo della cornea, la quale assume una forma conoide anziché sferica. Questo cambiamento altera il potere refrattivo della cornea, causando distorsioni nella visione. Come spiega il dottor Attimonelli:
«La cornea tende a deformarsi e ad assumere una curvatura anomala che impedisce il corretto passaggio della luce, portando a un peggioramento della funzione visiva. Con il passare degli anni, la malattia si aggrava e può rendere necessario il trapianto di cornea, soprattutto negli stadi avanzati».
Negli stadi iniziali e intermedi della malattia, è ora possibile intervenire con il Cross-Linking corneale, una procedura mini-invasiva che blocca lo sfiancamento della cornea. L’intervento prevede la somministrazione di vitamina B2 (riboflavina) direttamente nella cornea, attivata successivamente dai raggi ultravioletti. Questo trattamento rafforza il tessuto corneale e ne stabilizza la struttura, arrestando l’evoluzione della malattia.
Un cambiamento radicale nella cura del cheratocono
Fino a qualche anno fa, il cheratocono rappresentava una delle principali cause di trapianto corneale nei paesi occidentali. L’introduzione del Cross-Linking ha segnato una svolta fondamentale nella gestione della patologia, riducendo sensibilmente la necessità di interventi drastici. «I risultati sono eccellenti – precisa il dottor Attimonelli – perché a livello nazionale si è registrata una riduzione del 60% dei trapianti di cornea, oggi riservati solo ai casi più avanzati. Fondamentale, però, è la diagnosi precoce».
L’importanza della diagnosi precoce
La diagnosi tempestiva rappresenta un elemento cruciale per il successo del trattamento. «Per individuare precocemente il cheratocono – prosegue Attimonelli – è necessario sottoporre i pazienti all’esame della Topografia corneale, che permette di ottenere una mappatura dettagliata della cornea. Grazie a questo strumento, possiamo intervenire in tempo e offrire ai pazienti risultati migliori».
Una nuova opportunità per i pazienti della provincia BAT
Questo primo intervento all’ospedale di Bisceglie segna l’inizio di una nuova era per la gestione del cheratocono nell’intera provincia BAT. La possibilità di effettuare il Cross-Linking corneale in day hospital rappresenta un grande beneficio per i pazienti locali, che fino ad oggi erano costretti a spostarsi in altre province o regioni per accedere a questo trattamento.
L’avvio del Cross-Linking corneale all’interno dell’Asl Bt è un risultato significativo non solo dal punto di vista clinico, ma anche organizzativo. L’ospedale di Bisceglie dimostra di saper rispondere alle esigenze del territorio, introducendo tecnologie e procedure avanzate che permettono di migliorare qualità della vita e accesso alle cure.
Il cheratocono, pur essendo una patologia poco nota al grande pubblico, ha un impatto significativo sulla vita dei pazienti, soprattutto perché colpisce giovani adulti in un’età delicata per il loro sviluppo personale e professionale. La possibilità di trattare questa malattia in modo mini-invasivo e con tempi di recupero brevi rappresenta un sollievo importante per chi ne è affetto.
L’intervento del dottor Attimonelli e della sua equipe evidenzia quanto la diagnosi precoce sia fondamentale. Strumenti come la topografia corneale permettono di agire tempestivamente, evitando l’aggravarsi della patologia e scongiurando interventi più invasivi come il trapianto di cornea.
La riduzione dei trapianti grazie al Cross-Linking è un esempio concreto di come la medicina moderna, attraverso innovazione tecnologica e competenze specializzate, possa offrire soluzioni efficaci e meno traumatiche per i pazienti. È auspicabile che questa procedura diventi sempre più capillare e accessibile, per garantire a tutti la possibilità di affrontare il cheratocono con strumenti all’avanguardia.
L’ospedale di Bisceglie conferma così la sua centralità nell’ambito della sanità pugliese, ponendosi come un riferimento per la cura delle patologie oculari e offrendo ai pazienti locali una sanità di prossimità all’altezza delle aspettative.








