Matino, attentato dinamitardo contro l’ex consigliere regionale Mario Romano: bomba davanti alla villa

Ordigno artigianale esplode nella notte lungo la provinciale 55 per Taviano. Ingenti danni all’abitazione, ma nessun ferito. Indagano i carabinieri

di BARBARA RINALDI – Notte di paura a Matino. Intorno all’una tra il 16 e il 17 febbraio un ordigno artigianale è esploso davanti all’abitazione dell’ex consigliere regionale Mario Romano, situata lungo la strada provinciale 55 in direzione Taviano. Il boato è stato avvertito distintamente in tutta la zona, svegliando numerosi residenti.

Fortunatamente non si registrano feriti. Tuttavia i danni alla struttura sono rilevanti e hanno interessato la porta d’ingresso, parte della facciata e alcuni ambienti interni.

Dinamica dell’esplosione e primi rilievi

Secondo una prima ricostruzione, ancora in fase di accertamento, alcuni ignoti avrebbero scavalcato il muro di cinta della villa approfittando dell’oscurità. Successivamente avrebbero posizionato un ordigno rudimentale davanti alla porta principale per poi allontanarsi rapidamente.

Pochi istanti dopo si è verificata l’esplosione. L’impatto è stato violento e ha causato ingenti danni materiali. In quel momento, all’interno dell’abitazione, si trovavano Romano, la moglie e il figlio. Comprensibilmente scossi, ma illesi, hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Matino e della compagnia di Casarano. Gli investigatori, inoltre, stanno analizzando i frammenti dell’ordigno per determinarne composizione e potenza. Parallelamente si stanno verificando eventuali sistemi di videosorveglianza presenti nella zona.

Indagini aperte sull’attentato dinamitardo: nessuna pista esclusa

Al momento nessuna ipotesi viene esclusa. Da un lato si valuta la matrice intimidatoria di tipo criminale; dall’altro si approfondiscono eventuali collegamenti con l’attività politica e professionale svolta negli anni da Romano.

Infatti l’ex consigliere ha ricoperto ruoli di rilievo nella vita amministrativa regionale, circostanza che potrebbe rappresentare un elemento da non sottovalutare nel quadro investigativo.

Nel frattempo la comunità locale esprime forte preoccupazione. L’attentato dinamitardo viene definito grave e inaccettabile, anche perché riporta l’attenzione su precedenti atti intimidatori registrati nel territorio salentino.

Romano, da parte sua, ha dichiarato piena fiducia nel lavoro degli inquirenti e massima disponibilità a collaborare per fare chiarezza sull’accaduto. Le indagini proseguono senza sosta e l’area resta sotto sequestro per ulteriori accertamenti tecnici.

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