Roma, Museo Nazionale degli Strumenti Musicali: un viaggio tra suoni, storia e cultura nel cuore della capitale

Oltre 800 reperti da tutto il mondo raccontano l’evoluzione della musica: dalla liuteria agli strumenti rari, tra tradizione, innovazione e il valore umano dell’esecuzione

di ANNALISA COLAVITO – Il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma, situato nei pressi di piazza Santa Croce in Gerusalemme, a ridosso della Basilica San Giovanni in Laterano, espone una collezione di circa 800 reperti provenienti da tutto il mondo.

La struttura, unica nel suo genere in Italia, è visitabile in due ore circa, suddivisa su più piani e completamente ristrutturata. Fondata da Luisa Cervelli e istituita nel 1974, tra le collezioni in esposizione presta particolare attenzione alla liuteria e agli strumenti rari.

I cimeli contenuti sono una sorpresa dopo l’altra, per caratteristiche, provenienza e tipologia. Dall’Arpa Barberini, con accanto la lastra (perché anche gli strumenti musicali potrebbero avere patologie, soprattutto se sopravvivono all’andare delle epoche), al basso di Paul McCartney, alle collane africane, ai mandolini, ogni sezione è una sopresa.

Di palazzi simili ce ne sono, ma all’estero: a Bruxelles, a Parigi (Musèe de la musique), o a New York (il Metropolitan) e ciò che li rende diversi, oltre al contesto metropolitano, è il concetto perseguito.

Il museo romano vuole far conoscere al pubblico quali e quante sono le classificazioni degli strumenti. «Sono arrivata quattro anni fa, durante il Covid – ha affermato la direttrice, Sonia Martone – sono un architetto museografa, ho affrontato questo luogo non dal punto di vista degli strumenti musicali, ma dal punto di vista della persona che non ha conoscenza a riguardo, pur essendo appassionata di musica!»

Roma nel divulgare la nostra mission non aiuta. «È una città difficile per i musei piccoli – ha aggiunto la direttrice Martone – adesso siamo cresciuti, per visitare la struttura servono due ore, ma continuiamo a sentirci ai margini della città: non in centro. I turisti si fermano al Colosseo, ai Musei Vaticani, a Castel Sant’Angelo, a Galleria Borghese, le altre realtà faticano a farsi notare. A meno che non si decida di far partire un’attività di comunicazione, ma sarebbe un altro progetto mirato! L’obiettivo è raccontare la musica nei vari contesti sociali e musicali», ha fatto notare Martone, durante la visita guidata.

«I clavicembali che vede sono tutti perfettamente funzionanti, ma vengono suonati da musicisti esperti oltre quello che vede, ideato da Bartolomeo Cristofari, ne esistono altri tre di cui uno è qui, l’altro a Lipsia e l’altro al Metropolitan.»

Il percorso delle meraviglie riporta all’importanza degli strumenti musicali come produttori di suoni e mezzi espressivi e riscoprire la bellezza degli strumenti musicali in un tempo in cui le produzioni musicali sono mediate dalla tecnologia è una regressione e una forma di progresso allo stesso tempo. «La chitarra ha una incatenatura diversa, a seconda della tipologia di strumento. Il violino è una struttura, costituita dal piano e dalla cassa. La sensibilità di chi suona produce un risultato diverso. L’aspetto umano in relazione allo strumento è fondamentale», ha concluso Sonia Martone.

Nello strumento musicale sono i materiali a dare consistenza al suono, ma è la sensibilità del musicista a produrre una musica diversa da un’altra. La musica, il linguaggio che unisce gli uomini di tutti i tempi e tutte le epoche, ha origine dagli strumenti e dagli esecutori.

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