Svolta nell’inchiesta della Dda di Lecce: tre arresti eseguiti all’alba dalla Squadra Mobile, tra gli indagati anche il boss Buccarella. Arrestato l’ex presidente del Consiglio comunale Pietro Guadalupi. Una quarta persona risulta irreperibile
La mattinata si è aperta con un nuovo colpo alle organizzazioni criminali del territorio brindisino. La Polizia di Stato, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione “Colemi”, che ha preso di mira la frangia tuturanese della Sacra Corona Unita.
Quattro le persone raggiunte dal provvedimento: tre sono state arrestate, mentre una risulta attualmente irreperibile. L’operazione ha coinvolto oltre 50 uomini tra Squadra Mobile, S.I.S.C.O., Reparti Prevenzione Crimine, unità cinofile, tiratori scelti, Polizia Scientifica e Reparto Volo.
Un sistema estorsivo radicato nel territorio
Le indagini rappresentano l’evoluzione di un filone investigativo già avviato nei mesi scorsi e si inseriscono in un contesto segnato da tensioni interne al clan tra componenti storiche e nuove leve.
Secondo quanto emerso, gli indagati avrebbero gestito un sistema strutturato di estorsioni aggravate dal metodo mafioso, finalizzate al controllo delle attività economiche locali.
Tra gli episodi contestati, quello ai danni di un imprenditore agricolo, costretto a versare 3.000 euro e una quota mensile di 150 euro per poter lavorare senza subire danneggiamenti in una piantagione di noci nel territorio di Tuturano.
In un altro caso, un imprenditore edile sarebbe stato obbligato a corrispondere 500 euro come “pensiero” per lavori di manutenzione, sotto la pressione implicita della forza intimidatrice del clan.
Le indagini hanno inoltre documentato ulteriori richieste estorsive ai danni di imprenditori agricoli ed edili, con minacce esplicite di incendi e danneggiamenti alle attrezzature, delineando un quadro di controllo capillare del territorio.
Il coinvolgimento politico: arrestato l’ex presidente del Consiglio comunale
Tra i destinatari della misura cautelare figura Pietro Guadalupi, 35 anni, ex presidente del Consiglio comunale di Brindisi ed esponente politico locale.
Secondo l’accusa, avrebbe fornito indicazioni utili per individuare una vittima di estorsione, contribuendo così all’azione del gruppo criminale.
Insieme a lui sono stati arrestati Adriano Vitale, 58 anni, e Mauro Iaia, 41 anni, entrambi originari di Tuturano.
Nel registro degli indagati compare anche il nome del boss Salvatore Buccarella, già detenuto e ritenuto figura di riferimento della consorteria criminale operante nella provincia di Brindisi.
Il quadro investigativo e il ruolo della DDA
L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, ha evidenziato un sistema consolidato di controllo del territorio, fondato su intimidazioni e richieste economiche sistematiche.
Gli investigatori hanno ricostruito rapporti, dinamiche interne e modalità operative del gruppo, anche grazie all’utilizzo di strumenti di indagine avanzati.
Il profilo politico di Guadalupi
Guadalupi era considerato uno dei volti più noti della politica brindisina. Eletto consigliere comunale nel 2010, nel 2016 era diventato presidente del Consiglio comunale a soli 25 anni, risultando tra i più giovani in Italia a ricoprire tale incarico.
Nel 2020 si era candidato alle elezioni regionali e nel 2023 era stato in lizza per la candidatura a sindaco di Brindisi.
Indagini in corso e presunzione di innocenza
Le attività investigative sono tuttora in corso e mirano a chiarire ulteriormente i rapporti tra i soggetti coinvolti e le dinamiche delle presunte richieste estorsive.
Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, per tutti gli indagati, vige il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
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