A parte una timida menzione nell’incipit del paragrafo “gender” rispetto alle donne e alle loro rispettive diversità, in tutti gli impegni presi dai leader manca un chiaro approccio intersezionale che consideri lo spettro di diversity delle donne
Il Women7 (W7), gruppo ufficiale del G7 sulle pari opportunità rappresentante di oltre 80 organizzazioni non profit in 42 paesi, presa visione della Dichiarazione dei Leader, pubblicata il 14 giugno a Borgo Egnazia, condivide a seguire alcuni punti chiave sul tema delle pari opportunità e della diversity.
Si accoglie innanzitutto positivamente l’adozione di un “doppio approccio” sulla gender equality all’interno del documento. Gli impegni sulle pari opportunità sono di fatto presenti sia in un apposito paragrafo dedicato, che inseriti sui focus-paese e nei capitoli tematici della Dichiarazione. Fondamentale anche l’inserimento di un paragrafo ad hoc sul tema della disabilità.
A parte una timida menzione nell’incipit del paragrafo “gender” rispetto alle donne e alle loro rispettive diversità, in tutti gli impegni presi dai leader manca un chiaro approccio intersezionale che consideri lo spettro di diversity delle donne, e le multiple discriminazioni di cui queste possono essere vittime.
Apprezziamo molto focus ad hoc su disabilità, manca tuttavia un approccio intersezionale al tema, ad esempio le conseguenze del cambiamento climatico sulle persone con disabilità e in particolare donne e ragazze che affrontano discriminazioni/violenze multiple.
Lavoro
Per quanto concerne il lavoro di cura non retribuito: importante è la menzione relativa alla ripartizione dei carichi di cura. Ciò dovrebbe poi essere seguito dell’emanazione di apposite leggi per rendere equiparato il congedo parentale obbligatorio affinché le norme accelerino quella che é la necessità evidente di un urgente cambiamento culturale.
Intelligenza Artificiale
Grande apprezzamento per il capitolo dedicato all’Intelligenza Artificiale anche se risulta scarso l’elemento intersezionale soprattutto nella salvaguardia dai pregiudizi, e per la necessaria fissazione di standard di inclusività, onde evitare il perrmanere di pregiudizi inconsci negli algoritmi di A.I., e che possono avere un impatto sproporzionato su donne, ragazze e persone LGBTQIA+ in tutte le loro diversità.
Violenza di genere (inclusa la violenza contro le donne)
Purtroppo notiamo nessuna menzione su un impegno cruciale e ridurre i costi sociali e umani associati a VAWG e GBV ed a migliorare la sicurezza economica e la stabilità per i sopravvissuti a tutte le forme di violenza che subiscono soprattutto e primariamente violenza economica.
Per quanto concerne la salute delle donne, si riscontra la mancanza di un riferimento ad hoc al tema della medicina di genere, e benché in linea con la Dichiarazione di Hiroshima sia stato inserito un riferimento sui diritti sessuali e riproduttivi, in cui si inserisce naturalmente anche il tema dell’aborto, riteniamo che una citazione esplicita sul diritto all’aborto sicuro sia fondamentale per garantire la salute delle donne, inclusi nei contesti di guerra ed emergenza umanitaria.
Giustizia economica
Se il riferimento ai successi ottenuti dall’iniziativa 2X Challenge, lanciata con il G7 2018, sono incoraggianti mancano dettagli e proposte sulla nuova edizione di un pacchetto di 20 mld di euro in tre anni che dovrebbero essere destinata chiaramente ad aumentare lo spazio fiscale a disposizione dei governi per un impegno sulla giustizia economica delle donne.
Giustizia Climatica
Oltre all’inserimento di un breve riferimento alla “climate resilience”, riscontriamo l’assenza di una prospettiva di genere rispetto alla mitigazione del cambiamento climatico e alla finanza climatica.
Infine nonostante il focus sui rifugiati e le migrazione manca un riferimento alle rifugiate climatiche.
Donne, pace e sicurezza
Si accoglie positivamente l’applicazione di un approccio intersezionale e trasformativo di genere alla politica estera, agli aiuti umanitari e alla cooperazione allo sviluppo, e all’impegno a far progredire l’Agenda Donne, Pace e Sicurezza, compresa la sua applicazione alla riduzione del rischio di catastrofi e a sradicare tutte le forme di violenza di genere, compresa la violenza sessuale legata ai conflitti, anche sostenendo le donne costruttrici di pace nei contesti di conflitto.








