A Cagnano Varano accertata la sottospecie pauca su 47 piante, la stessa che ha devastato il Salento. Per Confagricoltura Puglia: è necessario un piano da 1,5 miliardi e intensificare il monitoraggio e la pulizia
È ormai noto che la Xylella abbia raggiunto anche il Parco Nazionale del Gargano, cuore verde della Puglia e roccaforte dell’olivicoltura regionale. Confagricoltura Puglia parla di minaccia reale per tutta l’olivicoltura nazionale. Questa affermazione viene fatta alla luce dei 47 ulivi risultati positivi alla sottospecie pauca nel territorio di Cagnano Varano.
Le analisi di laboratorio, eseguite dal Centro di ricerca Basile Caramia di Locorotondo e dal Dipartimento SAFE dell’Università di Foggia, hanno confermato la presenza del batterio. Il CNR di Bari ha certificato che si tratta della stessa sottospecie che ha devastato milioni di ulivi nel Salento, provocando un disastro ambientale, economico e occupazionale senza precedenti.
Al momento è stata istituita un’area delimitata che comprende:
- Una zona infetta, dove sono già scattate le misure di eradicazione obbligatorie previste dalla normativa europea;
- Una zona cuscinetto, destinata al monitoraggio intensivo per contenere la diffusione.
Antonello Bruno, presidente di Confagricoltura Puglia, ha dichiarato: «Temiamo che gli alberi infetti siano molti di più. Questa nuova segnalazione nel Gargano chiude un cerchio drammatico per la Puglia. In 15 anni la Xylella ha colpito un’area vastissima e rischia ora di avanzare verso il centro Italia».
«Serve un’azione coordinata tra agricoltori, enti pubblici e istituzioni. Tutti devono impegnarsi nella pulizia meticolosa dei terreni per contrastare la proliferazione del vettore», sollecita Bruno. Per fronteggiare l’emergenza e avviare una vera rigenerazione agricola e paesaggistica, Confagricoltura Puglia rilancia la richiesta di un piano straordinario da 1,5 miliardi di euro, destinato a:
- Ripristinare la produttività olivicola;
- Rilanciare le filiere colpite;
- Tutelare il paesaggio e l’identità rurale delle comunità.
Una parte delle risorse, fanno sapere dall’organizzazione, è già disponibile a livello europeo, ma deve essere immediatamente sbloccata e utilizzata senza ritardi burocratici. La diffusione della Xylella nel Gargano è l’ennesimo atto di una crisi agronomica e ambientale che da anni colpisce il cuore produttivo della Puglia. Ora che il batterio ha raggiunto una delle ultime aree indenni della regione, il rischio che si trasformi in una crisi nazionale è più concreto che mai.








