Dalla ricerca Censis emerge un’Italia impaurita ma pronta a investire: anziani e categorie fragili i più esposti, mentre cresce la richiesta di interventi statali e condominiali per proteggere le abitazioni
di ANNALISA COLAVITO – 14 milioni di italiani hanno subito, almeno una volta nella vita, un furto in casa, per questo la messa in sicurezza degli immobili è una sfida condominiale e collettiva. Se n’è parlato nell’ambito della presentazione della ricerca “La sicurezza al servizio degli italiani”, organizzata dal Censis e Verisure, nell’ambito del quarto rapporto dell’Osservatorio sulla Sicurezza della Casa, all’Ara Pacis.
Il tema, non nuovo, dibattuto alla presenza di autorità di rilievo si è rivelato divisivo: le fasce della popolazione, quelle maggiormente colpite, non possono permettersi sistemi di videosorveglianza adeguati. Sono soprattutto i più fragili, anziani e fasce deboli, ad averne bisogno, vittime di truffe, ma l’acquisto pesa sull’equilibrio economico familiare.
Valentino Valentini, viceministro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha evidenziato la necessità di favorire le vittime chiedendo un intervento allo Stato, o aggiungendo la spesa a quelle condominiali.
«Si tratta di un paradigma innovativo, un settore strategico, una forma di protezione utile e necessaria», ha detto Valentini. I furti in casa sono il reato che più di ogni altro spaventa gli italiani, è un’esperienza con cui nessuno dovrebbe trovarsi a fare i conti ma che può sperimentare chiunque. Il 28,6% della popolazione, 14 milioni e mezzo del totale, si è trovato a subire ruberie. Nel 2024 sono stati denunciati 155.590 furti (+5,4% rispetto al 2023) e 1.891 rapine (+1,8% rispetto al 2023). Roma è in testa alla graduatoria dei comuni capoluogo con 8.699 casi nel 2024, segue Milano e Torino. Le Marche, invece, è la regione col numero più basso e per questo ha conquistato il podio della classifica, seguita dalla Sardegna.
Anna Italia, direttrice del Censis, ha fornito i dati attuali, positivi. «I furti sono diminuiti, dal 2019 del 50%, ma sono aumentate le rapine. I mesi di novembre e dicembre sono i più delicati e anche quelli in cui si trascorre più tempo a casa. Il problema apre alla ben più importante Cresce il bisogno di sentirsi protetti e la necessità di disporre di sistemi tecnologici privati e condominiali» ha sottolineato la direttrice. Il Censis rileva che l’88% degli italiani ritiene che la messa in sicurezza sia una sfida collettiva cui dovrebbe contribuire lo Stato, il perno centrale, le aziende private e i cittadini. L’88,9% ha almeno un dispositivo a protezione dell’abitazione e il 64,1% pensa di investire di più nella sicurezza domestica. Una buona porta blindata d’ingresso, il videocitofono, la serratura elettronica sono i primi e principali cambiamenti che renderebbero l’abitazione un luogo sicuro, ma chi non può permetterselo rinuncia alle vacanze pur di non rischiare.








