L’omaggio al commendatore che realizzò gli iconici lampioni del lungomare barese, simbolo identitario della città, ammirati in tutto il mondo e ancora oggi custodi della sua storia
Questa mattina, presso la spiaggia di Pane e Pomodoro, si è svolta la cerimonia di svelamento della targa dedicata a Francesco Corazza, il commendatore che con la sua azienda “Officine Fonderie Corazza” realizzò gli storici lampioni del lungomare di Bari. Alla cerimonia erano presenti il sindaco Vito Leccese, Elena Corazza, figlia di Francesco, e numerosi familiari e cittadini che hanno voluto rendere omaggio a un simbolo della tradizione cittadina.
«Teniamo particolarmente a questa iniziativa – ha dichiarato il sindaco Leccese – perché i lampioni monumentali del nostro lungomare rappresentano un elemento identitario della città, famoso in tutto il mondo. Con la loro eleganza, ispirata ai candelabri del Lungosenna parigino, hanno contribuito ad alimentare l’adagio che accomuna Bari a Parigi, città legata alla nostra storia grazie a Gioacchino Murat. Questa targa ricorda non solo l’intraprendenza di Francesco Corazza, ma anche le radici profonde della nostra comunità».
Elena Corazza, visibilmente emozionata, ha ringraziato il sindaco e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo tributo: «I candelabri del lungomare illumineranno sempre la nostra città, ed è un grande orgoglio sapere che il lavoro di mio padre vivrà per sempre nei suoi simboli».
I 197 iconici lampioni in ghisa nera che impreziosiscono i tre chilometri del lungomare barese, dall’ingresso del porto alla spiaggia di Pane e Pomodoro, furono installati durante la costruzione del lungomare voluto da Araldo di Crollalanza alla fine degli anni Venti. Realizzati con maestria, divennero rapidamente uno dei simboli più amati di Bari, immortalati in cartoline, dipinti e fotografie.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, però, i lampioni furono smantellati per il recupero del metallo necessario all’industria bellica. Fu solo nel 1949 che i baresi, spinti dall’amore per la propria città, avviarono una sottoscrizione pubblica per ripristinarli. I primi 21 lampioni furono ricostruiti, ma ci vollero altri dieci anni per completare l’intero intervento, affidato alla storica azienda barese “Officina Fonderia F. Corazza”.
Nel 1962, i lampioni subirono un restyling, sostituendo le lampade sferiche con quelle cilindriche attuali. La stessa fonderia Corazza, che conservava ancora il calco originale, fu nuovamente protagonista dopo la devastante mareggiata del Capodanno 1980, che distrusse parte del lungomare.
Oggi, grazie a questa targa, si celebra non solo l’impegno e la creatività di Francesco Corazza, ma anche l’identità storica e culturale della città di Bari, rappresentata dai suoi lampioni, testimoni silenziosi di oltre un secolo di bellezza, resistenza e innovazione.








