Crisi Cittadella della Carità Taranto: spiragli di soluzione dal tavolo regionale a Bari

Incontro con Regione, ASL Taranto e sindacati: si punta a garantire stipendi, continuità assistenziale e un futuro per la storica struttura socio-sanitaria

Si è svolto a Bari un tavolo tecnico convocato per affrontare la grave crisi della Cittadella della Carità, storica struttura socio-sanitaria tarantina. La riunione, presieduta da Leo Caroli, responsabile della Task Force regionale per l’occupazione, ha visto la partecipazione del Dipartimento regionale della Salute, della ASL Taranto, della Fondazione Cittadella della Carità, della società Soave Sanità, del gruppo Neuromed e delle organizzazioni sindacali.

Durante il vertice sono emerse criticità significative, tra cui la mancata erogazione degli stipendi al personale e la necessità di individuare soluzioni per garantire la continuità aziendale della struttura. La Fondazione Cittadella della Carità ha ribadito la difficile situazione debitoria, annunciando però l’intenzione di presentare un piano negoziale il prossimo 9 gennaio per il superamento della crisi.

La Soave Sanità, società interessata a rilevare un ramo d’azienda della struttura, ha confermato il proprio interesse, ma restano ancora nodi irrisolti sul fronte delle trattative. Al contempo, il gruppo Neuromed ha posto la propria posizione in caso di eventuale fallimento della Fondazione, richiedendo il trasferimento degli accreditamenti a una diversa struttura di proprietà. Una prospettiva definita “inaccettabile” dalle parti sociali.

Notizie rassicuranti arrivano dalla ASL Taranto, che ha garantito – in assenza di impedimenti giuridici – l’onoramento delle fatture maturate dalla Fondazione. Questo intervento permetterebbe il pagamento degli stipendi arretrati e della tredicesima mensilità, dando respiro ai lavoratori e alle loro famiglie.

La UGL Salute Taranto, per voce della segretaria provinciale Errica Telmo, ha chiesto alla Regione Puglia di valutare il commissariamento della struttura, in modo da garantire una gestione trasparente e diretta, oltre a preservare la continuità assistenziale e tutelare i 160 posti di lavoro.

Un nuovo incontro è stato fissato per il 13 gennaio, durante il quale la SEPAC valuterà i progressi compiuti dalla Fondazione. Nel frattempo, i sindacati chiedono alla ASL di procedere al pagamento immediato degli stipendi arretrati in virtù dell’art. 11, comma 6 del Decreto Legge 36/23.

La situazione della Cittadella della Carità resta delicata, ma il tavolo regionale ha aperto un primo spiraglio per individuare soluzioni concrete. Le parti coinvolte sono chiamate a un impegno comune per evitare una crisi che avrebbe ripercussioni gravi non solo sul fronte occupazionale, ma anche sulla salute e sull’assistenza ai cittadini della provincia ionica.

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