Duro intervento dell’ex consigliere comunale: «Anni senza pianificazione». I consiglieri comunali chiedono verifiche sul Consorzio
Un atto politico netto, accompagnato da una richiesta istituzionale formale. A Ostuni torna al centro del dibattito la gestione del Parco Regionale delle Dune Costiere, tra accuse di immobilismo e iniziative per fare chiarezza.
Da un lato, il dott. Cataldo Melpignano, già consigliere comunale, ha diffuso un articolato atto d’accusa contro quella che definisce una lunga stagione di inerzia amministrativa e assenza di strumenti concreti di tutela del territorio.
«Io accuso una classe politica distratta, quando non complice», scrive Melpignano, puntando il dito contro anni di mancata pianificazione urbanistica e contro il rischio di aver lasciato il Parco esposto a pressioni speculative.
Nel documento si evidenzia come il territorio, pur riconosciuto per il suo valore ambientale e paesaggistico, sarebbe rimasto privo di un piano urbanistico vincolante, capace di garantire una reale protezione di habitat e biodiversità.
L’ex consigliere sottolinea anche il pericolo di una narrazione distorta dello sviluppo, denunciando il ricorso al cosiddetto “ricatto occupazionale”, ovvero l’utilizzo della promessa di lavoro per giustificare interventi ritenuti incompatibili con la tutela del paesaggio.
Parallelamente, sul piano istituzionale, arriva una richiesta precisa da parte di alcuni consiglieri comunali, che hanno formalmente avanzato la convocazione di un Consiglio comunale straordinario e monotematico per affrontare la questione.
Come emerge dal documento ufficiale, i firmatari chiedono l’istituzione di una Commissione consiliare d’indagine sulla gestione del Consorzio del Parco .
L’obiettivo è quello di verificare:
- La gestione amministrativa, contabile e patrimoniale dell’Ente;
- L’utilizzo dei beni e dei mezzi del Parco;
- Le procedure di affidamento degli incarichi;
- Il rispetto dei principi di trasparenza e correttezza.
La richiesta nasce anche a seguito di criticità emerse durante lavori della Commissione consiliare, dove sarebbero stati segnalati elementi di incompletezza nella documentazione fornita.
Se approvata, la Commissione avrebbe una durata di 90 giorni, con il compito di accertare eventuali responsabilità e riferire al Consiglio comunale.
Due piani distinti ma convergenti: da un lato la denuncia politica, dall’altro la richiesta istituzionale di verifica. Al centro resta il futuro del Parco delle Dune Costiere, tra tutela ambientale, sviluppo e trasparenza amministrativa.
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