Ispezioni tra Nardò, Copertino, Veglie, Salice Salentino, Presicce-Acquarica e Otranto: contestate sanzioni e ammende per oltre 119mila euro
Controlli serrati nel comparto agricolo del Salento da parte dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Lecce, impegnati nelle ultime settimane in una vasta attività finalizzata al contrasto del caporalato e alla verifica delle condizioni di sicurezza sui luoghi di lavoro.
L’operazione, svolta con il supporto dei militari dell’Arma Territoriale, dei Carabinieri Forestali e del personale dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Lecce, ha interessato in particolare i comuni di Nardò, Copertino, Salice Salentino, Veglie, Presicce-Acquarica e Otranto.
Controllate 18 aziende agricole
Nel corso delle attività ispettive sono state controllate complessivamente 18 aziende agricole, delle quali 15 sono risultate irregolari a seguito delle verifiche effettuate dagli ispettori e dai militari.
I controlli hanno riguardato la regolarità dei rapporti di lavoro, il rispetto delle norme sulla sicurezza e la tutela sanitaria dei lavoratori impiegati nel settore agricolo.
Lavoratori in nero e violazioni sulla sicurezza
Tra le principali violazioni riscontrate figurano l’accertamento di un lavoratore in nero e ben 34 criticità legate all’omessa sorveglianza sanitaria e alla mancata formazione dei lavoratori, su un totale di 134 lavoratori controllati.
Contestata inoltre la mancata redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), l’omessa consegna dei dispositivi di protezione individuale (DPI), l’assenza della cassetta di primo soccorso nei luoghi di lavoro e la mancata informazione sui rischi presenti negli ambienti lavorativi.
Sospesa un’attività imprenditoriale
Per una delle aziende controllate è stata disposta anche la sospensione dell’attività imprenditoriale, con applicazione della relativa maxi-sanzione pari a 3.900 euro per ciascun lavoratore irregolare, oltre a una sanzione amministrativa aggiuntiva di 2.500 euro collegata al provvedimento di sospensione.
Complessivamente sono state contestate sanzioni amministrative per circa 6.400 euro e ammende per un importo complessivo di circa 113.217 euro.
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