Dalla centralità del pensiero progressista nella cultura italiana alla frammentazione digitale dei social: la sinistra può ancora guidare il discorso pubblico?
di EMANUELE CARLO OSTUNI – Nel panorama politico e sociale italiano, il concetto di egemonia culturale è spesso associato alla sinistra. Questa idea ispirata dal pensiero di Antonio Gramsci suggeriva il controllo delle istituzioni culturali, arte, media, scuole e università, è stata una strategia CHIAVE per l’affermazione del pensiero progressista in Italia.
Il filosofo Italiano aveva espresso chiaramente il suo pensiero nei Quaderni dal Carcere fra il 1929 e il 1935 e pubblicati dopo la CADUTA del FASCISMO per desiderio dell’editore Giulio Einaudi.
Gramsci esplorava vari concetti fondamentali: l’egemonia culturale, il ruolo degli intellettuali, l’analisi delle disparità economiche e sociali fra Nord e Sud Italia e infine una critica al marxismo ortodosso.
Dagli anni’50 in poi, molti intellettuali fra cui accademici e giornalisti hanno contribuito alla diffusione di valori di sinistra, spesso criticando il conservatorismo e le politiche di destra.
Durante gli anni di piombo e successivamente la CRISI della Prima Repubblica, la sinistra ha consolidato la propria influenza nella cultura nazionale promuovendo ideali di giustizia sociale, diritti civili e antifascismo.
Negli ultimi anni questa egemonia è stata messa in discussione attraverso l’ascesa di nuovi movimenti populisti e l’avvento dei SOCIAL MEDIA che hanno frammentato il pensiero comune collettivo.
L’attuale Italia sta vivendo una progressiva decentralizzazione culturale oppure nulla è cambiato…?… Molto dipenderà dalle dinamiche politiche e sociali dei prossimi anni.








