Bari: casa popolare devastata a San Pio, dopo lo sgombero degli occupanti abusivi

Minacce alla famiglia assegnataria e appartamento reso inagibile. Vito Leccese: «Un episodio gravissimo che richiama modalità mafiose»

Un episodio che scuote il quartiere San Pio e riaccende l’attenzione sul tema della legalità nelle case popolari. Nella mattinata di ieri ignoti hanno devastato un alloggio di edilizia residenziale pubblica di proprietà del Comune di Bari, rendendolo completamente inabitabile.

L’immobile era stato liberato lo scorso gennaio durante le operazioni di sgombero effettuate dalle Forze dell’Ordine in esecuzione dei decreti di sequestro d’urgenza emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari. Successivamente l’abitazione era stata assegnata a una famiglia regolarmente inserita nella graduatoria comunale per l’assegnazione degli alloggi popolari.

La vicenda assume contorni ancora più preoccupanti alla luce di quanto accaduto nei giorni precedenti. Durante il primo accesso all’appartamento, infatti, il nucleo familiare assegnatario avrebbe subito minacce da parte di sconosciuti, peraltro alla presenza dei bambini. Un episodio che aveva già generato forte preoccupazione e che aveva spinto la famiglia a rinunciare momentaneamente all’ingresso nell’abitazione per timore di possibili ritorsioni.

L’appartamento distrutto e reso inagibile

Quando è stato effettuato un nuovo sopralluogo, la situazione è apparsa immediatamente drammatica. L’alloggio era stato completamente devastato. Muri sfondati, impianto elettrico distrutto, sanitari danneggiati, infissi sradicati e detriti sparsi in ogni ambiente hanno trasformato quella che doveva essere una nuova casa in uno scenario di devastazione.

I danni risultano tali da rendere l’immobile totalmente inutilizzabile e da richiedere importanti interventi di ripristino prima di una nuova assegnazione. L’accaduto è stato immediatamente segnalato alle autorità competenti.

Il sindaco di Bari Vito Leccese ha informato il Procuratore della Repubblica e il Questore, chiedendo la massima attenzione sull’episodio. Nella stessa giornata gli assessori alla Legalità Nicola Grasso e al Welfare Michelangelo Cavone hanno presentato una formale denuncia all’autorità giudiziaria.

Leccese: «Non arretreremo davanti alle intimidazioni»

Durissimo il commento del primo cittadino, che ha definito quanto accaduto un gesto gravissimo contro la comunità e contro le famiglie che attendono da anni un’abitazione. «Quanto accaduto è di una gravità inaudita», ha dichiarato Leccese, esprimendo fiducia nel lavoro degli investigatori affinché vengano individuati rapidamente i responsabili.

Secondo il sindaco, non si tratta soltanto di un danno arrecato a un bene pubblico, ma di un atto intimidatorio che colpisce direttamente chi rispetta le regole e attende legittimamente l’assegnazione di una casa.

Leccese ha parlato apertamente di un episodio che richiama modalità tipicamente mafiose, ribadendo che le istituzioni non possono permettere che prevalgano minacce, violenza e sopraffazione.

«Non permetteremo che passi il messaggio secondo cui lo Stato possa fare un passo indietro davanti all’arroganza di pochi», ha affermato il sindaco, assicurando il massimo impegno dell’amministrazione comunale nella tutela della legalità e dei diritti dei cittadini più fragili.

La vicenda rappresenta un nuovo campanello d’allarme per un territorio che continua a combattere contro fenomeni di illegalità diffusa. Le indagini sono ora affidate agli investigatori, chiamati a fare piena luce su un gesto che ha colpito non solo un appartamento, ma anche la speranza di una famiglia in cerca di una casa.

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