I Cittadini si dicono non solo indignati ma anche sconcertati di fronte ad una situazione di stallo che sta penalizzando enormemente la comunità locale
Non ci stanno i Cittadini di Andria ad assistere passivamente ai giochetti di palazzo in una città che, affermano, sta perdendo definitivamente la sua identità.
Non le mandano a dire dalle L.A.C. – Libere Associazioni Civiche Andriesi, alcune delle cui componenti sono anche iscritte all’Albo comunale delle Associazioni. I Cittadini si dicono non solo indignati ma anche sconcertati di fronte ad una situazione di stallo che sta penalizzando enormemente la comunità locale, a fronte di un attivismo delle città vicine che sta portando via dalla città federiciana economie e persone che vanno fuori porta a cercare eventi e manifestazioni delle quali Andria ne è rimasta completamente priva se non un modestissimo e misero, inguardabile, calendario destinato a qualche decina di soggetti.
«Tornando al giudizio politico ed amministrativo su quanto sta accadendo in città, quanto di gravissimo accaduto nella seduta di consiglio di martedì 16 luglio 2024 è sintomatico di un malessere tutto interno all’amministrazione comunale, con forze di minoranza silenti e che restano a guardare passivamente, che non riesce a dare risposte ai gravissimi problemi di una città ferma, immobile, senza guida.
Una condizione di estrema fragilità che deve fare i conti con le bieche ambizioni personali di singoli soggetti e di lobby di potere. Una sciatteria che – dicono dalle L.A.C. – la città di Andria non aveva mai vissuto, neppure con quelle che vengono ricordate come le peggiori espressioni della politica cittadina, di destra e di sinistra. L’invito delle Libere Associazioni Civiche è di prendere atto di un fallimento certificato e di trarne le dovute conseguenze.
Far mancare di nuovo il numero legale, anche di chi ormai è relegato al ruolo di alzamano, proprio nel momento in cui l’Amministrazione deve dare dimostrazione di saper agire oltre che di saper recitare bene, significa far crollare il castello di sabbia, ancora una volta. Da un lato si parla di visione ambientalista, di pianificazione, di regolamentazione, di bla bla bla, poi dall’altro ci si nasconde sotto gli scranni di un comune governato da un’amministrazione che rappresenta appena il 30% dell’elettorato, quindi per nulla rappresentativa eppure tanto arrogante ed autoreferenziale.
L’Assessore al Traffico Colasuonno si dice rammaricato. Noi, caro assessore ci diciamo schifati e ve lo diciamo apertamente. Ci avete stancati, davvero stufati. Dopo questo ulteriore fallimento politico ed amministrativo non credete sia opportuno tagliare quel cordone ombelicale che non riesce più ad allattare tutte le bocche in cerca di succulente prebende?
Se avete deciso di stare ai posti di comando per soddisfare solo le vostre esigenze di propaganda quotidiana allora siete pregati di abbandonare il campo. Su quel campo avete ampiamente dimostrato di non saperci stare, di non volete combattere per il bene della comunità e della città di Andria. E’ vero: avete timore che al peggio possa succedere l’ancor peggio. State tranquilli e sereni, c’è quel 70% dell’elettorato che non ha votato nessuno di voi e che non vi voterebbe; che vuole davvero non rivedere quelle stesse facce sulla scena politica cittadina. Ecco perché il tempo delle sceneggiate è definitivamente cessato» – concludono dall’Ufficio di Coordinamento delle Libere Associazioni Civiche Andriesi.








