«Mentre nella vicina città di Trani comunque si tenta di dare qualche parvenza di movimento attuando il Bike Sharing, ad Andria il tanto atteso PUMS non interessa ad un consiglio comunale litigioso ed ineffabile» concludono dall’Osservatorio
Ad Andria, dopo l’ennesima débâcle di un’amministrazione ormai ormai alla frutta secca di fine pasto, sembra che tutti ce l’abbiano contro tutti. Questo avviene proprio in quella classe politica che continua ad accanirsi contro la gente, contro le persone e le associazioni non allineate e contro il popolo che chiede risposte e che è stanco della quotidiana propaganda che produce il nulla.
Vanno giù duro dalle Libere Associazioni Civiche Andriesi, il cui Ufficio di Coordinamento continua a monitorare l’andamento dell’amministrazione cittadina, che non le mandano a dire e che lamentano la totale delusione per la mancata approvazione di uno strumento atteso e fondamentale per una città afflitta da inquinamento, aggressione ambientale, scempio delle aree verdi e problemi, grossi problemi di salute della popolazione.
A proposito del fallimento registrato nell’ultimo consiglio comunale, dichiarano: «quello che sta accadendo a Palazzo San Francesco è quanto di peggio potesse accadere ad una cittadinanza stanca ed afflitta da malgoverno e da inettitudine. La città langue ed i problemi, anche i più piccoli e di semplice soluzione, restano irrisolti. Il tessuto imprenditoriale e produttivo lamenta disattenzione e mancata approvazione degli strumenti di programmazione e di ordinaria gestione ed i cittadini che continuano a protestare su più fronti.
Mentre nella vicina città di Trani, anch’essa afflitta da una moltitudine di problemi ma i affrontati e da situazioni al limite, comunque si tenta, seppur anche in questo caso con una massiccia dose di propaganda e di approssimazione, di dare qualche parvenza di movimento attuando il Bike Sharing distrutto nella città federiciana, ad Andria il tanto atteso PUMS non interessa ad un consiglio comunale litigioso ed ineffabile. Non sappiamo quali siano, in questo caso, gli appetiti non ancora soddisfatti o forse ancor peggiori diatribe intestine e conflitti al limite dei personalismi, sta di fatto che quello che esce dalla bocca di questi signori che vorrebbero governare una città complessa qual è quella di Andria, non corrisponde minimamente ai fatti che sono di fronte agli occhi di tutti.
Anche gli Assessori non sappiamo come facciano a sopportare cotanta umiliazione: dalla contaminazione e svilimento del Settore Cultura fino a quello delle Attività Produttive messo sotto da un D.S.C. il cui parto ha prodotto uno sgorbio costosissimo e beffardo, fino alle esternazioni del paziente ed accondiscendente assessore Colasuonno che ora va giù proprio sul suo “gioiellino” più caro attorno al quale non sono esenti movimenti circostanti. Uno sfacelo che dovrebbe portare alle immediate dimissioni di chi non può credere di trascorrere quest’anno che ci separa dal voto che deve tornare nella mani di quel 70% di elettorato che non li ha votati e che non li vuole, in queste sporche guerre di potere.
Se pensano che i cittadini andriesi e quelle Associazioni non asservite; quelle che non si allattano alle tette grosse del Palazzo, possano restare a guardare allora si sbagliano di grosso» – concludono dall’Osservatorio delle Libere Associazioni Civiche Andriesi.








