Operazione dei Carabinieri del NOE: smantellata rete criminale per traffico illecito di rifiuti, otto arresti nelle province di Foggia, BAT, Salerno e Potenza

L’indagine, avviata nel 2020, ha portato alla scoperta di un’organizzazione dedita allo smaltimento illegale di rifiuti speciali, con danni ambientali su larga scala. Sequestrati beni per un valore di oltre 1,2 milioni di euro

Nella giornata del 18 ottobre 2024, i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Bari, in collaborazione con i Comandi Provinciali, hanno eseguito otto ordinanze di custodia cautelare nelle province di Foggia, BAT, Salerno e Potenza, smantellando un’organizzazione criminale coinvolta in un vasto traffico illecito di rifiuti speciali. L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, ha permesso di disarticolare un sodalizio che, attraverso operazioni di smaltimento abusivo, ha accumulato un profitto illecito stimato in 1,2 milioni di euro.

Le indagini, avviate nel marzo 2020, hanno rivelato un sistema ben organizzato di gestione illecita dei rifiuti provenienti dalla Campania, con sversamenti illegali in aree agricole, cave abbandonate e capannoni dismessi nelle province di Foggia e della BAT. Gli investigatori hanno documentato numerosi episodi di abbandono e incenerimento di rifiuti indifferenziati, tra cui il rinvenimento di tonnellate di rifiuti a Stornara, Stornarella e Foggia. Il traffico illecito veniva orchestrato attraverso la falsa documentazione e la classificazione fittizia dei rifiuti, destinati a siti inesistenti o non autorizzati.

I rifiuti, trasportati prevalentemente di notte, venivano scaricati in aree isolate e a volte dati alle fiamme, causando gravi danni ambientali. Tra i beni sequestrati figurano una società di trasporti di Cerignola, 35 automezzi e una cava in disuso a Minervino Murge, utilizzata come principale destinazione per lo smaltimento illegale.

L’attività criminale ha deturpato vaste aree naturali e rurali, creando discariche abusive e rendendo l’aria irrespirabile a causa dei roghi di rifiuti. L’operazione ha portato al sequestro di beni mobili e immobili per un valore di oltre 1,2 milioni di euro, e l’applicazione delle misure cautelari agli indagati mira a impedire la reiterazione delle attività illecite e a preservare le prove per il processo.

È importante ricordare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva.

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