La Procura accende i riflettori su presunte irregolarità nello scrutinio: secondo l’accusa, voti destinati a Fratelli d’Italia sarebbero stati attribuiti a Forza Italia. I due politici si difendono: «Totale estraneità ai fatti e tempistica sospetta alla vigilia del voto regionale»
Una nuova inchiesta scuote la vigilia delle elezioni regionali in Puglia. La Procura di Taranto ha notificato un avviso di conclusione delle indagini a sette persone nell’ambito di un’indagine sui presunti brogli elettorali avvenuti durante le elezioni politiche del 2022.
Tra gli indagati figurano Vito De Palma, deputato di Forza Italia, e Massimiliano Di Cuia, consigliere regionale uscente e ricandidato alle prossime regionali. Con loro, nel fascicolo del pm Mariano Buccoliero, compaiono anche quattro componenti del seggio 54 di Taranto – presidente, segretaria e due scrutatrici – e un rappresentante di lista.
Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, falso ideologico, alterazione del voto, induzione in errore di pubblici ufficiali e violazioni della normativa elettorale previste dal DPR 361/1957. Secondo l’ipotesi accusatoria, durante le operazioni di scrutinio alla Camera nel collegio Puglia 03, voti destinati a Fratelli d’Italia sarebbero stati attribuiti a Forza Italia, alterando così l’esito reale della sezione.
Le tabelle di scrutinio, secondo la Procura, sarebbero state modificate «barrando in blocco i voti e alterando i conteggi ufficiali». Nei verbali sarebbe poi comparsa la cifra 52 accanto al simbolo di Fratelli d’Italia, al posto dei 213 voti effettivamente ottenuti, ribaltando di fatto il risultato.
Il pm ipotizza che De Palma e Di Cuia abbiano successivamente utilizzato quei dati alterati per chiedere la rettifica ufficiale all’Ufficio circoscrizionale di Bari, inducendo l’autorità competente a certificare come veri i risultati falsati. Un’operazione che, secondo la Procura, avrebbe permesso a De Palma di ottenere il seggio alla Camera a scapito del candidato Marcello Lanotte, oggi a sua volta in corsa per le regionali.
Le indagini coprono il periodo compreso tra settembre e novembre 2022, tra Taranto e Bari. Gli indagati avranno ora la possibilità di presentare memorie difensive o chiedere di essere ascoltati prima delle eventuali richieste di rinvio a giudizio.
Le reazioni non si sono fatte attendere.
«Apprendo dalla stampa, non avendo ricevuto alcun atto, e resto sbigottito dell’esistenza di tali notizie che mi riguardano – ha dichiarato Vito De Palma – Ribadisco che sono stato io a presentare un esposto affinché fossero acquisiti gli atti della sezione che mi venivano negati. Ho chiesto trasparenza, non il contrario. È sorprendente che, a una settimana dalle elezioni, vengano riesumati fatti del 2022 e si provi ad attribuire a una semplice diffida alla Corte d’Appello il potere di indurre in errore pubblici ufficiali. Respingere queste ricostruzioni è un dovere».
Sulla stessa linea il consigliere regionale Massimiliano Di Cuia, che parla di «vicenda paradossale»: «Prendo pubblicamente le distanze da qualsiasi presunta ipotesi che mi veda accostato alle irregolarità ipotizzate. Nella sezione oggetto di indagine non sono mai stato presente, per cui appare singolare attribuirmi alcuna attività. Non posso non notare la tempistica sospetta: la notifica dell’avviso arriva proprio alla vigilia delle elezioni regionali».
«Ho già dato mandato ai miei legali di tutelare la mia onorabilità – conclude Di Cuia – La mia vita politica è sempre stata improntata alla correttezza e alla trasparenza. Confido pienamente nella magistratura e continuo il mio impegno con serenità».
L’inchiesta, che arriva in piena campagna elettorale, apre così un nuovo fronte politico-giudiziario nel Tarantino, mentre i riflettori restano puntati sul delicato intreccio tra giustizia e voto a pochi giorni dall’apertura delle urne.








