Gli operatori sarebbero stati strattonati. Inoltre, avrebbero rischiato di essere trascinati fuori dall’auto. Circondati e minacciati mentre svolgevano il loro servizio. L’associazione: “Vicenda assurda”
di BARBARA RINALDI – Doveva essere un semplice ritiro di materiale donato. Si è trasformato invece in un pomeriggio di paura. Due operatori sociali di Arci Lecce Solidarietà, impegnati nel progetto SAI di Caprarica, sono stati aggrediti mentre si trovavano a Martignano per recuperare una cameretta destinata ai beneficiari del programma di accoglienza.
I fatti sono avvenuti nel tardo pomeriggio. I due lavoratori erano fermi in auto, in attesa di indicazioni sull’abitazione della donatrice. Tuttavia, in pochi minuti la situazione è degenerata. Un gruppo di persone li ha circondati.
Secondo quanto riferito dalla responsabile dell’associazione, Anna Caputo, uno degli uomini avrebbe dichiarato di essere un carabiniere in borghese. Subito dopo sarebbero partite minacce e accuse.
Gli operatori sarebbero stati strattonati. Inoltre, avrebbero rischiato di essere trascinati fuori dall’auto. Momenti concitati, vissuti con forte tensione.
La scena si è consumata davanti ad altre persone presenti in strada.
L’arrivo dei Carabinieri e il chiarimento
La situazione si è sbloccata solo con l’arrivo di due pattuglie dei Arma dei Carabinieri. I militari hanno riportato la calma e ricostruito l’accaduto. Secondo una prima ricostruzione, gli aggressori avrebbero scambiato i due operatori per persone coinvolte in attività sospette. Un equivoco che, però, non giustifica la violenza.
Dopo l’intervento delle forze dell’ordine, la tensione è rientrata. Tuttavia, lo shock per i lavoratori è rimasto evidente. I due operatori sono rientrati a casa in uno stato di forte stress emotivo. L’associazione ha espresso immediata solidarietà e ha annunciato l’intenzione di procedere con una denuncia formale per l’aggressione agli operatori sociali.
“Una vicenda figlia di paura e frustrazione” per gli operatori sociali
Dura la posizione di Arci Lecce Solidarietà. L’episodio viene definito “una vicenda assurda, incomprensibile, figlia di paura e frustrazione”. Parole che pesano.
Perché colpiscono un settore già esposto a tensioni sociali.
Il progetto SAI, infatti, opera nell’ambito dell’accoglienza e dell’inclusione. Si tratta di attività svolte in collaborazione con enti locali e istituzioni, come già raccontato nei nostri approfondimenti dedicati al sociale in Puglia.
Proprio per questo l’episodio assume un significato più ampio. Non è solo un fatto di cronaca, ma un segnale di disagio diffuso. Nel piccolo centro della Grecìa Salentina restano ora domande e amarezza.
Come è stato possibile arrivare a tanto? Le indagini chiariranno eventuali responsabilità. Intanto, però, resta il dato più evidente: due lavoratori impegnati in un servizio sociale sono stati aggrediti mentre svolgevano il loro compito.
E questo, al di là dell’equivoco, non può essere ignorato.
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