Foggia Calcio sotto amministrazione giudiziaria: quattro arresti per estorsione al presidente Canonico

Secondo gli inquirenti, l’obiettivo era uno: costringere Canonico a cedere la proprietà del club. Nonostante un’escalation di atti intimidatori, tra cui l’incendio dell’auto del figlio, Canonico ha resistito e ha denunciato i fatti, finendo sotto protezione

Il Foggia Calcio, club di Serie C, è stato posto sotto amministrazione giudiziaria in seguito a gravi minacce e pressioni mafiose ai danni del presidente Nicola Canonico. La decisione, senza precedenti nel calcio professionistico italiano, è arrivata dal Tribunale di prevenzione di Bari, che ha rilevato un’intensa e sistematica attività intimidatoria da parte di esponenti legati alla criminalità organizzata locale.

Secondo gli inquirenti, l’obiettivo era uno: costringere Canonico a cedere la proprietà del club. Nonostante un’escalation di atti intimidatori, tra cui l’incendio dell’auto del figlio, Canonico ha resistito e ha denunciato i fatti, finendo sotto protezione. Gli autori delle minacce non riuscivano a capacitarsi della sua fermezza: «Non si è calato per niente», dicevano intercettati.

Al centro dell’inchiesta c’è Marco Lombardi, 49 anni, pregiudicato vicino al clan Sinesi-Francavilla. Aveva cercato senza successo di inserirsi nella società sportiva, e dopo il licenziamento della sua ex compagna, Luana Palmieri, impiegata del club, ha avviato una personale campagna di ritorsioni contro il presidente. Secondo le carte dell’inchiesta, Lombardi voleva ottenere un incarico all’interno della società a qualsiasi costo, e per farlo ha cercato di destabilizzarla con metodi mafiosi.

La strategia intimidatoria ha incluso minacce dirette a dirigenti, calciatori e persino capi ultras non allineati. Lombardi aveva cercato di convincere l’attaccante Alessio Curcio a boicottare una partita decisiva, e dopo il suo rifiuto, erano apparsi striscioni offensivi contro di lui allo stadio. Anche il vicepresidente onorario Bellisario Masi si è dimesso nel 2022 dopo aver subito pressioni.

Tra le vittime anche il capitano Davide Di Pasquale, la cui auto fu colpita da colpi di fucile nel giugno 2023. «È tutta l’immagine della società a essere danneggiata», diceva Canonico in una telefonata intercettata, evidenziando la difficoltà di gestire una squadra in un contesto tanto minaccioso. A marzo 2024, Di Pasquale ha lasciato la squadra per proteggere la propria famiglia: «L’ho fatto solo per loro», ha detto.

Il provvedimento del tribunale, richiesto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari in collaborazione con quella nazionale, ha portato alla nomina del professor Enzo Chionna come amministratore giudiziario. Il procuratore antimafia Roberto Rossi ha spiegato che si è voluto tutelare il club e i suoi tifosi dalle infiltrazioni criminali: «Era in atto un tentativo di imporre un controllo mafioso sulla società».

Non tutti, però, hanno collaborato con le autorità. Il direttore generale Vincenzo Milillo è stato denunciato per aver fornito false informazioni sulla vicenda. Anche un commerciante locale, truffato da Lombardi con un falso contratto di sponsorizzazione, ha preferito non denunciare.

Il 31 marzo 2025 Canonico ha rassegnato le dimissioni, quando le indagini erano ormai concluse. «Sono andato via perché il clima era diventato insostenibile», ha dichiarato l’imprenditore barese. «Ora è tempo di leggere le carte e ringraziare le forze dell’ordine per aver difeso la legalità. Il futuro calcistico del Foggia potrà essere scritto solo quando questo clima sarà cambiato».

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