Annullata in autotutela la procedura per il partenariato pubblico-privato della durata di 25 anni. Ladisa Srl era stata individuata come promotore e aggiudicataria. Alla base della decisione la questione del diritto di prelazione dopo la sentenza della Corte di Giustizia UE
Il Comune di Ostuni ha annullato in autotutela l’intera procedura di gara relativa al partenariato pubblico-privato per la gestione del servizio di mensa scolastica, la riqualificazione dei refettori, la realizzazione di un centro cottura centralizzato e la creazione di un supermercato solidale e di una donazione sociale.
La decisione è contenuta nella determinazione dirigenziale pubblicata oggi, 19 agosto 2026, con la quale viene disposta anche la riedizione della procedura.
Una concessione prevista per 25 anni
La gara era stata avviata nell’ottobre 2025 e prevedeva una concessione della durata di 25 anni.
Alla procedura era pervenuta una sola offerta, presentata da Ladisa Srl, società successivamente individuata come promotore e dichiarata aggiudicataria nel marzo 2026.
L’iter, però, non era ancora arrivato alla sottoscrizione del contratto.
La questione del diritto di prelazione
Al centro della decisione assunta dal Comune c’è la previsione del diritto di prelazione riconosciuto al promotore, valutata alla luce della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 5 febbraio 2026.
Nella determinazione vengono richiamati anche i pareri dell’Avvocatura comunale e della Corte dei Conti, oltre agli indirizzi dell’ANCI.
Il Comune ha quindi ritenuto di procedere all’annullamento in autotutela dell’intera procedura, con la conseguente necessità di avviare nuovamente l’iter.
La gara sarà rifatta
La decisione riporta dunque il progetto alla fase della gara, che dovrà essere riedita. L’annullamento riguarda l’intera procedura attraverso la quale si sarebbe dovuto affidare un progetto particolarmente ampio, comprendente non soltanto il servizio di refezione scolastica ma anche interventi sulle strutture e nuovi servizi a carattere sociale.
Contro il provvedimento è prevista la possibilità di presentare ricorso al Tar di Lecce entro 30 giorni.
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