I Carabinieri della BAT ricordano Savino Di Gennaro, vittima del dovere

A 47 anni dalla tragica scomparsa, il Comando Provinciale Carabinieri di Barletta Andria Trani rende omaggio al giovane militare tranese che perse la vita mentre prestava soccorso a una famiglia coinvolta in un incidente stradale, incarnando fino all’ultimo istante lo spirito di altruismo, dedizione e coraggio che contraddistingue l’Arma


Il 19 settembre 1978 resta una data impressa nella memoria dell’Arma e della città di Trani. In quel giorno, a soli 18 anni, il Carabiniere Savino Di Gennaro perse la vita mentre compiva un gesto di puro altruismo.

Arruolatosi giovanissimo, la sua prima destinazione fu il 4° Battaglione Carabinieri Veneto di Mestre. Proprio da lì, mentre era diretto a Padova insieme ad alcuni commilitoni per un servizio di ordine pubblico, si trovò davanti a un drammatico incidente stradale. Senza esitazione, decise di fermarsi per prestare soccorso a una famiglia in difficoltà. Un gesto semplice, naturale per chi aveva scelto di indossare l’uniforme dell’Arma.

Fu in quell’istante che il destino si fece crudele: un mezzo pesante, lanciato ad alta velocità, lo travolse improvvisamente. Per Savino Di Gennaro non ci fu scampo.

Oggi, a distanza di 47 anni, il suo esempio continua a vivere. Il Comando Provinciale Carabinieri di Barletta Andria Trani lo ricorda con profonda commozione, onorando la memoria di un ragazzo che incarnò fino all’ultimo il senso del dovere e dello spirito di servizio.

Il volto di Di Gennaro è stato raffigurato tra gli “Eroi dell’Agorà”, uno spazio simbolico dedicato ai Carabinieri che hanno sacrificato la propria vita per gli altri. Un segno tangibile di come il suo sacrificio non sia stato dimenticato.

Tutti i militari del Comando hanno voluto esprimere la loro vicinanza alla famiglia, rinnovando sentimenti di riconoscenza verso chi ha donato la vita per il prossimo. “Vittima del dovere” non è soltanto un riconoscimento formale: nel caso di Savino Di Gennaro è l’essenza stessa della sua giovane esistenza.

Il suo nome continua a risuonare come monito e insegnamento, ricordando che l’Arma dei Carabinieri si fonda anche e soprattutto su uomini come lui, capaci di trasformare il coraggio in gesto concreto, fino all’estremo sacrificio.

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