Nardò in corsa per diventare “Capitale italiana del libro 2026”

Presentato a Roma il progetto “Nardò Capitale della Lettura Rigenerativa”, che trasforma i libri in strumento di crescita per la comunità e il territorio. Il progetto è finalista insieme ad altre quattro città, la decisione finale arriverà nelle prossime settimane

di SARA LIA – Negli ultimi giorni è stato presentato a Roma, presso la sede del Ministero della Cultura, il progetto “Nardò Capitale della Lettura Rigenerativa”. A farsi portavoce dell’iniziativa, l’assessora alla Cultura, Giulia Puglia. Così facendo, Nardò si configura come finalista alla selezione per Capitale italiana del libro 2026. Contestualmente sono stati ammessi anche i progetti delle città di Perugia, Tito (Potenza), Carmagnola (Torino) e Pistoia.

L’iniziativa è nata nel 2020 e da subito è stata concepita con l’intento di fare della lettura uno strumento a sostegno delle comunità in termini di coesione e inclusione sociale e per lo sviluppo della partecipazione pubblica.

Il progetto “Nardò Capitale della Lettura Rigenerativa”, come spiegato dall’assessora in commissione, ha come obiettivo quello di voler trasformare la lettura in un mezzo per la crescita del territorio e della comunità. Questa visione è portata avanti da tempo con diverse rassegne e festival che ha ospitato la città, come il Salento Book Festival. E si può notare dalla ripresa della Biblioteca Vergari, dimenticata in passato, e dalle tante azioni compiute per promuovere il libro e la lettura.

La città di Nardò, ponendosi in finale per diventare Capitale italiana del libro 2026, segna un importante traguardo a dimostrazione dell’impegno preso con la lettura. L’assessora, a questo proposito, ha dichiarato: «Nardò è una città che legge, che intreccia radici e
futuro, che accoglie. Da noi la lettura entra nelle scuole, nelle periferie, nei musei, nella
foresteria dei lavoratori migranti. Da noi il libro è diritto universale, occasione di lavoro,
strumento di cittadinanza»
.

Ora bisogna attendere la valutazione delle candidature, a cura di una giuria di cinque esperti indipendenti. Su proposta del Ministro della Cultura, il titolo è assegnato dal Consiglio dei Ministri con propria delibera.

La città vincitrice avrà un contributo statale di circa mezzo milione di euro, con il quale potrà, per il periodo di un anno, realizzare interventi strutturali, acquistare libri, proporre iniziative di formazione specifica degli operatori della filiera del libro e delle istituzioni e organizzare eventi culturali legati alla lettura e all’editoria.

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