Una donna di 36 anni, Najoua Minniti, è stata rinvenuta morta in mare nelle acque di Torre dell’Orso; poche ore dopo, nel loro appartamento di Calimera, i carabinieri hanno scoperto il corpo del figlioletto Elia, 8 anni, con segni compatibili con un’azione violenta
Una tragedia che sconvolge il Salento dall’entroterra alla costa. Nel primo pomeriggio di ieri un sub ha avvistato il corpo senza vita di una donna a qualche centinaio di metri dalla riva di Torre dell’Orso, la marina di Melendugno. Era circa le 14.30 quando la guardia costiera di Otranto è intervenuta per il recupero della salma, poi identificata grazie ai piercing e ai tatuaggi come quella di Najoua Minniti, 36 anni, originaria di Polistena ma residente da tempo a Calimera.
Quasi contemporaneamente, l’ex marito, allarmato dal fatto che il figlio Elia, 8 anni, non fosse uscito da scuola e che la madre risultasse irraggiungibile, si è rivolto ai carabinieri per denunciarne la scomparsa.
La seconda, terribile scoperta è arrivata in serata. Nell’abitazione di via Tiziano Montinari, nel centro storico di Calimera, i militari hanno trovato il corpo del bambino nella camera da letto. Sul corpo sarebbero presenti segni di strangolamento e possibili ferite compatibili con un’arma da taglio. Il medico legale Alberto Tortorella ha eseguito la prima ispezione cadaverica, mentre entrambi i corpi sono stati trasferiti all’obitorio del “Vito Fazzi” per gli accertamenti autoptici.
Le indagini, coordinate dalla pm Erika Masetti, si concentrano su una possibile ricostruzione: la donna avrebbe ucciso il bambino per poi togliersi la vita. Un’ipotesi ancora da verificare e che necessita di approfondimenti scientifici e investigativi.
Gli inquirenti stanno inoltre scavando nel contesto familiare della 36enne, di origini tunisine e calabresi, e nei rapporti con l’ex marito, che secondo alcune testimonianze erano tesi da tempo. I carabinieri stanno ricostruendo anche le ultime ore della donna: intorno alle 12.30 avrebbe avuto una telefonata animata, dopodiché si sarebbe allontanata in auto. Due ore dopo il suo corpo era in mare.
Minniti lavorava come stagionale in villaggi turistici e negli ultimi mesi pare avesse vissuto un periodo di fragilità emotiva e difficoltà economiche. Solo lo scorso 7 settembre aveva pubblicato una foto di famiglia sui social, scrivendo: «Stiamo bene, ogni tanto riusciamo a riunire tutta la famiglia».
Sul luogo della tragedia, nonostante la pioggia, è intervenuto anche il sindaco di Calimera, Gianluca Tommasi, che ha rivolto un messaggio alla cittadinanza:
«Le ultime ore hanno profondamente sconvolto la nostra comunità. Un pensiero particolare va ai bambini e ai ragazzi del nostro paese. Vi chiedo di evitare la diffusione di voci e ricostruzioni non verificate: rischiano solo di aumentare lo smarrimento e il dolore».
Una comunità incredula, ferita e scossa davanti a due vite spezzate e a un dolore che resta difficile da comprendere. Le indagini proseguiranno nelle prossime ore nel tentativo di ricostruire con chiarezza la dinamica e i motivi di un dramma che lascia sgomenti.








